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Manovra all'esame Ue: faro sugli investimenti e meno aiuti sull'energia

Leonardo Ventura
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Gli occhi dell’Europa da oggi si concentreranno sui numeri contenuti nella nostra legge di Bilancio che questa settimana inizia il suo cammino in Parlamento. Come si muoverà Bruxelles nel dare un giudizio sui nostri conti lo ha spiegato ieri Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia ospite a «In mezz’ora» su Rai3. «Faremo le opinioni sulle leggi di bilancio dei Paesi, tra cui l’Italia, il 21 novembre. Ma come le facciamo? Mettendo in relazione le proposte di legge di bilancio con le raccomandazioni che abbiamo fatto lo scorso anno. I messaggi fondamentali sono due: cercare di ridurre le spese di sostegno straordinarie introdotte sui costi dell’energia, che pure hanno contribuito a contenere l’inflazione, e poi vedere se i Paesi sono riusciti a preservare lo spazio per gli investimenti pubblici». «Da una parte - avverte Gentiloni- non si deve riaccendere l’inflazione perché nei Paesi con alto debito non è possibile avere deficit troppo alti, ma dall’altra parte non puoi rassegnarti alla crescita zero. Quindi preservare gli investimenti e la cautela sulla spesa corrente sono due raccomandazioni in base alle quali faremo le nostre opinioni».

Ma in Europa si gioca anche un’altra partita che riguarda da vicino l’Italia, ed è l’accordo per arrivare a un nuovo patto di stabilità. «Confermare la sospensione del Patto di stabilità per il 2023 non è stata una passeggiata, perché molti Paesi non volevano questa proroga - ha spiegato ancora Paolo Gentiloni - quindi non andremo oltre il 2023». Lo scopo che le nazioni dell’Unione europea si devono dare, ha aggiunto, è «di raggiungere un’intesa per lo meno politica sulle nuove regole di bilancio. Se la raggiungiamo poi la creatività, per immaginare periodi transitori, credo sia infinita».

L’altro tema sul quale la Commissione Ue sta lavorando in queste settimane con il governo italiano e altri 15 Paesi è la revisione dei Pnrr. «Tutto comunque deve essere definito entro la scadenza di legge - ha avvertito Paolo Gentiloni cioè entro la fine dell’anno». «Il 18 marzo 2020 abbiamo sospeso le regole del Patto di stabilità, abbiamo confermato la sospensione nel 2021, 2022 e 2023, e sospenderlo specialmente nel 2023 non è stata una passeggiata. Oltre il 2023 non andremo. L’obiettivo è raggiungere nelle prossime settimane un’intesa almeno politica sulle nuove regole di bilancio. Se raggiungiamo questa intesa poi troveremo soluzioni, ma se i diversi governi non raggiungono questo accordo la situazione sarà più difficile, vedremo come fare, ma è escluso un altro anno di sospensione».

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