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Migranti, l'Europa finalmente trova un accordo. E c'è il passo indietro della Germania sulle ong

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E' fumata bianca sul regolamento sulle crisi del Patto europeo per la migrazione e l'asilo. A poche ore dal vertice di Granada, dove il tema dei migranti sarà sul tavolo dei leader, a Bruxelles i rappresentanti permanenti dei 27 sono riusciti a trovare l'accordo sull'ultimo provvedimento del pacchetto, su cui il Consiglio non aveva ancora adottato la sua posizione negoziale. L'emendamento controverso sulle Ong voluto dalla Germania e contestato dall'Italia è stato declassato nella sezione dei 'considerando', ovvero nella parte che riporta le motivazioni di supporto agli articoli del testo. In sostanza, esce dalla norma, ma non del tutto, il riferimento alle organizzazioni non governative tra gli attori che possono essere coinvolti in una crisi frutto di strumentalizzazione della migrazione.

 

 

Plaude il premier Meloni: quell'emendamento, che "faceva dei passi indietro sul tema anche delle Ong", "è stato ritirato ed è passata la posizione italiana", rimarca. Da Riad anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rivendica il "successo per l'Italia, frutto di un grande lavoro diplomatico. I nostri partner hanno compreso le nostre istanze". L'accordo ha messo d'accordo tutti, se si escludono Ungheria e Polonia che hanno votato 'no', e Slovacchia, Repubblica Ceca e Austria, che si sono astenuti. Anche la Germania, che teneva bloccato il regolamento, si dice soddisfatta. Di più: per il cancelliere Olaf Scholz "è una buona notizia" e "una svolta storica", perché "la riforma limiterà efficacemente la migrazione irregolare in Europa e fornirà un sollievo duraturo a stati come la Germania".

 

 

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che aveva presentato il pacchetto del Patto migrazione nel settembre 2020, vede il traguardo vicino e parla di "una vera e propria svolta che ci permette di far avanzare i negoziati con il Parlamento europeo e il Consiglio Ue". Ed esorta: "Uniti possiamo realizzare il Patto prima della fine di questo mandato". Di fatto l'intesa ha fatto subito riprendere i negoziati sui regolamenti Eurodac e sullo screening, che il Parlamento aveva sospeso proprio per dare un segnale contro lo stallo sull'ultimo dossier del Patto fermo al Consiglio. Ai dossier aperti, già nell'iter dei negoziati tra Consiglio e Parlamento, si aggiunge ora anche il regolamento sulle crisi. Una tassello importante, che prevede che in una situazione di crisi o di forza maggiore gli Stati membri possano essere autorizzati ad applicare norme specifiche e semplificate sulla procedura di asilo e di rimpatrio. Tra queste una registrazione delle domande di protezione internazionale più rapida, entro quattro settimane dalla loro presentazione, con il fine di alleggerire il peso sulle sovraccariche amministrazioni nazionali. Infine, viene introdotto un meccanismo di solidarietà ai paesi che affrontano una situazione di crisi, che possono richiedere contributi sotto varie forme: come ricollocamenti dei richiedenti asilo o beneficiari di protezione internazionale, o come compensazioni di responsabilità, vale a dire che altri stati si assumerebbero la responsabilità di esaminare le richieste di asilo con l'obiettivo di alleviare lo Stato in situazione di crisi, oppure come contributi finanziari o misure alternative di sostegno.

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