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Migranti, la bordata di Sechi alla Germania: "Vittoria di fatto". E su Schlein...

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Via i riferimenti alle operazioni condotte dalle Ong: è questa la soluzione accettata dalla Germania che ha permesso di raggiungere l'accordo sul regolamento per la gestione delle crisi del Patto dell'Unione europea su migrazione e asilo, in vista della Riunione informale dei capi di Stato o di governo prevista per domani e venerdì a Granada, in Spagna. “L'emendamento della Germania rappresentava un passo indietro, è stato ritirato: è passata la posizione italiana”, sottolineano fonti di Palazzo Chigi. Il tema ha acceso il dibattito a Otto e mezzo, il programma di politica e di attualità di La7. La conduttrice Lilli Gruber ha chiesto a Mario Sechi di commentare questo successo italiano, confermato anche dalla stampa tedesca. 

 

 

Il direttore di Libero ha ricordato al pubblico la precendente posizione del cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ora ha fatto dietrofront e su X ha scritto: "Svolta storica". "Fanno delle Ong uno dei capi saldi della loro vita politica. Le Ong finanziate dal governo tedesco stazionano nel Mediterraneo", ha detto Sechi parlando delle scelte della Germania. "C'è una vittoria di fatto della linea italiana. La Germania non poteva fare diversamente, ha dovuto abbozzare", ha continuato. "Per quanto riguarda l'accoglienza e l'espulsione è tutto straordinario: ci sono tempi straordinari, misure straordinarie, contributi straordinari", ha spiegato il giornalista.

 

 

Che l'Italia non sia isolata, stando alle parole di Sechi, lo dimostrano i fatti: "Quanto al bisogno di dire che non è isolata, ci sono i fatti. Macron è arrivato all'opposizione, ha rotto l'asse tra Berlino e Parigi e Berlino si è dovuta riposizionare per non restare sola. È un'azione diplomatica ben riuscita", ha sottolineato il direttore di Libero. Sechi ha anche affrontato il tema delle opposizioni e ha affermato con certezza: "Quanto alla sinistra e a Elly Schlein, non sfugge a nessuno che cosa sta succedendo in Europa. In questo momento la sinistra europea sta in difficoltà e ha bisogno di trovare una nuova narrazione. La sta cercando sul lavoro, su alcuni temi, però arranca". 

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