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Il Pd è per i porti aperti ai migranti ma i suoi sindaci non li vogliono

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Luigi Frasca
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Sono per l’accoglienza, l’importante è che non venga fatta a casa loro. L’ultimo trend dei sindaci dem. «Abbiamo assistito ad annidi propaganda della destra su blocchi navali, respingimenti e rimpatri. Da quasi un anno sono al governo e senza soluzioni per gestire i flussi migratori. Scaricano tutto su Comuni e sindaci. Servono flussi regolari più ampi e accoglienza diffusa» ha scritto su Twitter Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd. Una tesi subito sposata da Elly Schlein che dal palco della festa dell’Unità di Villastrada, in provincia di Perugia, ha dichiarato: ««Hanno ragione i sindaci a chiedere più risorse. Invitiamo il governo a convocare subito i sindaci per capire cosa serve per le politiche per l’accoglienza». Le fa eco Piero De Luca, deputato del Pd, che sottolinea come: «Il Governo non ha effettuato nessuna programmazione seria ed efficace per l’accoglienza e l’integrazione nelle nostre comunità, ma ha messo in campo solo tanta approssimazione e incapacità, scaricando tutte le tensioni e le difficoltà sui sindaci in ogni territorio del Paese. Un disastro completo di cui devono rispondere agli italiani, invece di continuare ad attaccare gli amministratori locali e l’opposizione».

 

 

 

A dirla tutta il governo ha messo in campo molte misure per contrastare un fenomeno con cui tutti gli esecutivi hanno dovuto fare i conti e nessuno ha trovato una soluzione. La prima delle misure messe in campo è il famigerato «Piano Mattei» ossia l’aiuto ai Paesi di partenza per creare condizioni migliori e sancire il diritto a «non partire». Poi ci sono gli accordi con i Paesi del Nord Africa per creare «corridoi legali» e ripristinare le relative quote che in questi anni sono state assorbite dagli arrivi irregolari. Poi il governo Meloni ha sancito lo stato di emergenza nominando anche un commissario: il prefetto Valerio Valenti. Ma ovviamente per le opposizioni non basta. «Il governo ha fatto una scelta piuttosto singolare: dichiarare lo stato di emergenza nazionale per i flussi migratori; se conoscesse bene la norma sulla dichiarazione dello stato d’emergenza, capirebbe che dichiarare lo stato d’emergenza per un fenomeno che si ripete uguale da trent’anni è giuridicamente impossibile» ha dichiarato il presiden te della Regione Puglia, Michele Emiliano, che risponde sul tema a margine del suo intervento al Meeting di Rimini. Prova a fare chiarezza il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. «Con i sindaci bisogna dialogare, ma è bene che il Pd si metta d’accordo al suo interno perché gli amministratori locali dicono una cosa e i dirigenti nazionali ne sostengono un’altra. Di sicuro come Governo insisteremo sulla linea del blocco delle partenze e dei rimpatri». C’è da registrare che anche i sindaci leghisti hanno polemizzato sui migranti, ma in questo caso in assoluta coerenza con la linea del partito. Uno degli ultimi è stato il primo cittadino di Noventa Padovana Marcello Bano che ha commentato l’arrivo di duecento migranti in Veneto dichiarando: «Siamo contro gli hub e l’accoglienza diffusa: chi non ha diritto di stare in Italia deve essere rimandato indietro».

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