cambi di casacca

Jean Luc Mélenchon sotterra Giuseppe Conte: “Non deve usare il mio nome, nulla a che spartire con il M5S”

Jean Luc Mélenchon, leader di France Insoumise, ieri a piazza dei Consoli, in pieno Quadraro, quartiere di Roma, ha partecipato al comizio in strada di Luigi de Magistris, attualmente leader di Unione popolare, sigla che in vista delle elezioni del 25 settembre riunisci tutti i partiti di estrema sinistra italiana. “Potevo restare a letto mentre voi sfidate i fascisti?” l’esordio di Mélenchon nel discorso riferito da Repubblica, che riporta altri stralci delle dichiarazioni: “Mi hanno chiesto perché vai da quelli lì? Tu hai preso milioni di voti e loro non sai neanche quanto prenderanno. Ebbene, je m'en fous, sono qui perché è giusto”.

 

  

 

Mélenchon ha poi alzato i toni, diffidando tutti gli altri partiti italiani a usare il suo nome e parlare di sue simpatire per loro: "A voi di Unione popolare dico che il vostro programma è il mio programma, se non ci foste voi non ci sarebbe più nessuno a rappresentare il popolo, certo non gli altri partiti che pensano ad accordi di potere e a cambi di casacca per sopravvivere". “A Conte, che prima del secondo turno delle presidenziali francesi si era rifiutato di scegliere tra Macron e Le Pen, ma che ora prova ad accreditarsi come Mélenchon italiano, saranno fischiate le orecchie” l’analisi del quotidiano.  

 

 

Una ricostruzione che trova conferma nel retroscena di Giuliano Granato, portavoce di Potere al popolo: “Mélenchon ci ha detto, dovete impedire che Conte usi il mio nome, io non ho nulla a che spartire con i 5 Stelle". de Magistris rincara la dose: "Conte? È andato in sartoria a chiedere l'abito di sinistra, mi sa che ha trovato chiuso".