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Elezioni 2022, scontro tra i dem per il dopo Letta: 
le correnti del Pd affilano le armi

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Le correnti del Partito democratico affilano le armi per il "dopo" Letta. Come riporta il Foglio è iniziato lo sport preferito dai dem: "il tiro al segretario". A pochi giorni dalle elezioni del 25 settembre, ufficialmente, sono tutti con Enrico Letta: da Dario Franceschini a Lorenzo Guerini passando per Beppe Provenzano e Andrea Orlando. Ma si tratterebbe di una calma apparente. 

Il Foglio riporta come la base riformista, penalizzata nelle liste elettorali, ha perso il potere dei gruppi parlamentari.  E il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, per ora è fermo ma sono in molti a scommettere che al momento giusto farà la sua mossa. Anche gli esponenti più a sinistra sembrano agguerriti: anche se il rapporto tra Orlando e Provenzano non è più quello di una volta, il vicesegretario del Pd punterebbe alla segreteria del dopo Letta. Per il momento la leadership del segretario non sembrerebbe in pericolo perché in questo momento è l'unico che riesce a tenere insieme le diverse anime del partito. Ma uno scontro congressuale tra Bonaccini e Provenzano, dall'esito incerto, farebbe esplodere i dem. È per questo motivo, come riporta il Foglio, che Dario Franceschini che vuole evitare una spaccatura nel Pd appoggia Enrico Letta in questa partita. La situazione in casa dem sembra congelata per il momento: nel centrosinistra diversi esponenti sono convinti che il governo di centrodestra, se mai vedrà la luce, non avrà vita lunga. Perciò dividersi in un frangente come questo non sarebbe il caso.

Inoltre nel Pd si starebbe ragionando sul futuro dei rapporti con il Movimento 5 stelle: una parte dei dem spingerebbe per sancire un nuovo patto con i grillini dopo le elezioni. Letta però si mostra molto cauto. Il segretario si è già bruciato una volta dando credito a Conte e non intende fare il bis. Piuttosto Letta penserebbe a convergenze sul campo in Parlamento per mettere in difficoltà la maggioranza di centrodestra. Ma non si tratterebbe di rapporti privilegiati e patti di sangue con i 5 stelle. Quelli sono un ricordo del passato. Peraltro, siccome il cavallo di battaglia di questa campagna elettorale dem, ma anche di quella futura, dopo il voto, sarà il tema dei rapporti tra il centrodestra e Putin, allearsi con chi, come Conte, non ha mai fatto chiarezza sull'argomento, non sarebbe opportuno.

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