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Vittorio Feltri sbugiarda la sinistra: “L'unica strategia è insultare il nemico. Incapaci di controbattere”

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Vittorio Feltri non ci sta e passa al contrattacco dopo gli attacchi della sinistra nei confronti di Giorgia Meloni. “Da oltre dieci anni abbiamo al governo la sinistra (nonostante perda immancabilmente le elezioni, merito che ci tocca riconoscerle), eppure questa seguita ad attribuire alla destra la responsabilità di tutto ciò che non funziona in Italia, facendone un improbabile capro espiatorio a carattere permanente. Era sempre colpa di Silvio Berlusconi, perseguitato da media e magistratura, poi è stata sempre colpa di Matteo Salvini ed ora è sempre colpa di Giorgia Meloni e ancora di più lo sarà a mano a mano che ci appropinquiamo alle votazioni della primavera 2023” l’incipit dell’editoriale del direttore di Libero nell’edizione del 21 giugno del quotidiano. 

 

 

“Eppure - dice Feltri - Giorgia è colpevole di nulla, dal momento che se ne sta ferma e salda all'opposizione, attendendo pazientemente di vedere passare sul letto del fiume gli avversari, annegati nelle loro stesse schizofrenie, menzogne e incoerenze. Insomma, l'andazzo non muta: in questo Paese ci si lagna perché nessuno realizza quello che chiunque, stando al governo, potrebbe fare e si punta il dito sempre contro gli antagonisti per giustificare la propria inettitudine e le proprie inefficienze. Quanto ancora potrà reggere questo castello di frottole edificato da Pd e partiti affini? Resisterà per un'altra campagna elettorale? Non credo, io lo sento scricchiolare da un bel po'. Ormai è molto in voga non presentare più un programma, bensì una lista di improperi nei confronti degli sfidanti. Piovono le consuete accuse di razzismo, fascismo, sessismo, misoginia, omofobia e chi più ne ha più ne metta. Che noia, che barba, che barba, che noia!”. 

 

 

Feltri fa poi un invito alla sinistra: “Cambiate registro, poiché questo è vecchio e ci ha alquanto ammorbato. I progressisti non desistono, intendono persuaderci che i partiti di centro-destra rappresentino il male e che una loro eventuale e sempre meno remota vittoria possa segnare il tracollo dell'Italia, la morte della democrazia, la disgregazione della Unione Europea, il trionfo della tirannide, l'allargamento della guerra, la persecuzione degli omosessuali, la regressione del gentil sesso. Tutte balle. Nessuno come i cosiddetti democratici è avvezzo all'uso della censura, al soffocamento delle libertà inviolabili, allo spargimento di odio come tattica politica, alla colpevolizzazione della parte avversa per nascondere le proprie incolmabili lacune, all'attacco sgangherato come strategia per logorare e screditare il temuto nemico, alla presa di mira di chiunque manifesti un pensiero non appiattito sulla bibbia del politicamente corretto, alla derisione di chi ha il coraggio delle sue idee, quantunque non ordinarie”.

 

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