Il Pd filocinese fa arrabbiare la Lega: "Mette in pericolo l'Italia"
Le posizioni filocinesi del Pd di Enrico Letta, il quale vanta nel curriculum relazioni professionali con Pechino, mettono in pericolo l’Italia. Il caso del Fit For 55 è significativo: la sinistra italiana ed europea ha deciso di affossare i motori diesel e benzina a favore dei veicoli elettrici che sono un business straordinario del Dragone. E proprio la Cina non è famosa per la sensibilità ambientale. Di seguito, i comunicati dei parlamentari della Lega che chiedono chiarezza.
“Così l'Italia è in pericolo"
“Enrico Letta conosce molto bene Pechino e nel suo curriculum vanta ruoli in grandi gruppi cinesi" dichiarano gli europarlamentari Lega Marco Zanni (presidente gruppo Id) e Marco Campomenosi (capo delegazione Lega). "È quindi estremamente preoccupante la sua posizione a favore dei veicoli elettrici che sono un business del Dragone a scapito dei motori a benzina e diesel che danno lavoro a milioni di italiani ed europei. Letta non può non sapere che le conseguenze del Fit For 55 avvantaggiano i super inquinatori di Pechino e danneggiano Roma. L’Italia è in pericolo: il Pd filocinese e antiitaliano deve dare spiegazioni”.
"Letta e Pd filocinesi distruggono nostro automotive"
“Letta e il Pd votano in Europa per smantellare l’automotive italiano" denuncia Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera. "Fanno perdere migliaia di posti di lavoro in tutto il Piemonte a favore della Cina in nome di una falsa sostenibilità visto che la Cina inquina più di Usa, India, Russia e Giappone messe insieme. Poi scopriamo che lo stesso Letta nel recente passato, come raccontato da diverse fonti giornalistiche, è stato co-presidente di ToJoy Western Europe, la consociata di ToJoy, gruppo cinese impegnato su molti fronti. Rapporti che certo alimentano i nostri sospetti. Non vorremmo che dietro al tema dell’ambiente, ci fosse un disegno per smantellare l’Italia e favorire la Cina”.
"Voto Pd favorisce Cina, incarichi Letta destano sospetti"
“Dopo il voto del Pd in Europa a favore del fit for 55, che fa un enorme regalo alla Cina, ora si scoprono preoccupanti rapporti del segretario di partito Enrico Letta con il gruppo cinese ToJoy Western Europe". E' quanto dichiara il senatore leghista Paolo Tosato. "L’incarico rilevante come co-presidente della consociata di Pechino fa emergere diversi dubbi sulle reali motivazioni del voto in Europa, a favore di un protocollo potenzialmente letale per l’automotive italiano e che rischia di compromettere migliaia di posti di lavoro. Il clima non può essere la scusa per nascondere ingerenze a concorrenti esteri che danneggiano le imprese italiane. Se questo è il vero piano dietro a tale voto, allora come Lega daremo battaglia in ogni occasione per tutelare gli interessi delle nostre aziende”.
"Voto filocinese Pd in Ue e incarichi Letta sospetti"
“Destano più di un sospetto i rapporti di Enrico Letta con il gruppo cinese ToJoy Western Europe, soprattutto alla luce del voto sul protocollo fit for 55 che fa un enorme regalo alla Cina a discapito delle imprese italiane" spiega il senatore Luigi Augussori della Lega. "Non possiamo tollerare che il nostro settore dell’automotive venga messo in pericolo da direttive europee solo perché c’è chi, nonostante sia italiano, fa comunque gli interessi di un concorrente straniero. Non vorremmo mai che dietro la bandierina del clima si nascondesse un piano di questa gravità, la Lega si batterà sempre con ogni mezzo possibile nell’interesse delle aziende lombarde e italiane a difesa di migliaia di posti di lavoro”.
"Letta e Pd contro aziende italiane"
“Il clima non si difende perdendo posti di lavoro ed eccellenze made in Italy" denuncia il leghista Andrea Ostellari, commissario Lega Emilia per Salvini premier. "Dopo le folli proposte che arrivano da Bruxelles di penalizzare i prodotti della gastronomia italiana, il Fit for 55, con il pieno appoggio del Pd, costringerà alla chiusura migliaia di aziende italiane, con costi sociali ed economici da brividi. E avvantaggerà invece gli stati più inquinatori, primo fra tutti la Cina. Quella stessa Cina con cui l’attuale segretario del PD, Enrico Letta, ha intrattenuto rapporti molto stretti, avendo assunto incarichi in alcune società. Su questo punto chiediamo spiegazioni. L’impressione è che, con la scusa di salvare l’ambiente, l’intera filiera produttiva italiana dell’automotive verrà condannata, a vantaggio del sistema produttivo delle auto elettriche che ha base in Cina. Dove peraltro, si inquina di più e senza troppi sensi di colpa”.
"Sospetti su voto Pd pro-Cina dopo scoperta rapporti Letta"
“Alla luce degli incarichi di Enrico Letta come co-presidente del gruppo cinese ToJoy Western Europe, emergono sospetti anche sul voto favorevole del PD al protocollo fit for 55" dichiara Umberto Fusco. "Un assoluto favore alla Cina che danneggerà le imprese italiane dell’automotive, rischiando di compromettere migliaia di posti di lavoro. Mai vorremmo immaginare che dietro il voto favorevole con la scusa del clima si nasconda un disegno tanto grave. La Lega, ieri e oggi come sempre, continuerà a battersi in difesa delle aziende italiane e per salvaguardare i nostri lavoratori ma di certo non favorirà mai concorrenti stranieri".
“Letta chiarisca suoi rapporti con Cina”
“L’entusiasmo di Letta per l’approvazione del pacchetto Fit for 55, in barba alle eccellenze italiane, in barba ai lavoratori, in barba a interi territori cresciuti economicamente grazie all’industria dell’automobile non si spiega" tuona il deputato Luigi D'Eramo. "Poi appaiono sulla stampa i suoi trascorsi professionali alla guida di una consociata di un gruppo economico cinese, paese che produce tecnologie per le famose auto elettriche e che beneficerà sicuramente delle decisioni di Bruxelles avallate proprio dal PD. Invece di puntare il dito contro chi difende l’economia e i lavoratori italiani, perché Letta non chiarisce la sua posizione?”.
“Decisione PD affossa settore produttivo italiano e europeo a favore Cina”
“La tutela dell’ambiente - sottolinea il deputato della Lega Antonino Minardo -non può passare per il furore ideologico di qualcuno, soprattutto se quel qualcuno, poi, con le sue decisioni politiche, affossa settori economici e produttivi italiani ed europei a favore di paesi come la Cina. Letta, che tra l’altro con la Cina ha lavorato e in ruoli elevati, lo dovrebbe sapere bene così come dovrebbe sapere bene che l’elettrico è uno dei settori su cui Pechino è impegnata. Come può il Pd permettere che si smantelli una filiera virtuosa, a vantaggio della Cina?”.
“Pd vicino a Cina esulta sulla pelle dei lavoratori”
“Sul territorio italiano, in Lombardia, nel comasco, esistono realtà produttive di elevatissimo profilo e specializzazione operanti nel settore dell’automotive" spiega il deputato della Lega Eugenio Zoffili. "Il Pd, esulta per la Fit for 55, ma non dice nulla sulle migliaia di lavoratori che rischiano il loro futuro professionale a vantaggio dei mercati e delle industrie di altri paesi come la Cina, tra l’altro una delle nazioni meno green del pianeta. Paese, la Cina, con cui Enrico Letta ha avuto a che fare, negli anni passati, rendendo il suo slancio verso le auto elettriche di pessimo gusto, se non addirittura sospetto”.
"Letta spieghi se contro Modello Genova per posizioni filocinesi"
“Enrico Letta contro il Modello Genova - denuncia Edoardo Rixi, componente Commissione Trasporti - perché voleva che i cinesi costudissero il ponte costruito dopo la tragedia del Morandi? Quella che poteva sembrare una suggestione si materializza invece come triste realtà. Lo rivela il suo stesso curriculum che riporta ruoli in alcuni grandi gruppi cinesi. Tutto scritto nero su bianco. Alcune società cinesi si offrirono per ‘regalare’ un ponte nuovo a Genova e alla nazione dopo il crollo di ponte Morandi. Vuoi mica vedere che sotto sotto… gratta gratta… La sua ambiguità danneggia l’economia nazionale come le sue dichiarazioni in apparenza strampalate. Prenda una posizione chiara sul passaggio ai motori elettrici che favorisce il business cinese a scapito di migliaia di lavoratori e know how in Italia e in Europa. L’europeista Letta dica da che parte sta.”
"Pd non metta a rischio imprese italiane solo per incarichi Letta"
“Gli incarichi di Enrico Letta per il gruppo cinese ToJoy Western Europe destano ben più di un sospetto - sottolinea il senatore Fausto De Angelis - considerato anche il voto in Europa del suo PD a favore del protocollo fit for 55 che fa un assist incredibile alla Cina a discapito delle imprese italiane. Non vorremmo mai che la posizione del partito democratico in Europa sia dovuta a questo genere di rapporti tutt’altro che chiari da parte del loro segretario. Il protocollo fit for 55 è un incredibile danno per le aziende italiane dell’automotive e rischia di compromettere migliaia di posti di lavoro, la Lega avrà un motivo in più per battersi contro questa follia”.
"Posizione filocinese Letta contro interesse nazionale"
“Letta di giorno fa l’europeista e di notte veste i panni del filocinese" denunciano i parlamentari spezzini della Lega Stefania Pucciarelli e Lorenzo Viviani. "La conferma arriva – nero su bianco – dal suo curriculum in cui sono riportati i ruoli che vanta in grandi gruppi cinesi. Una posizione in contrasto con gli interessi nazionali, a partire dal business sui veicoli elettrici che danneggia in modo irreparabile la filiera italiana con la prospettiva di migliaia di posti di lavoro in fumo. Un pericolo per l’intera economia occidentale. Letta chiarisca la sua posizione filocinese e quindi antiitaliana una volta per tutte”.
“Letta non pensa a industria italiana e si nasconde dietro foglia fico ambiente”
“Letta ha lavorato per ToJoy, gruppo cinese che investe in diversi ambiti. Letta esulta per la Fit for 55, misura che colpirà pesantemente l’industria automobilistica italiana". Il parlamentare Alberto Stefani picchia durissimo. "A vantaggio, nemmeno a dirlo, proprio della Cina, che delle auto elettriche sta facendo uno dei suoi business più redditizi. A pensar male si fa peccato ma di rado si sbaglia: Letta dovrebbe pensare all’economia, ai lavoratori, alle famiglie italiane e non nascondersi dietro la foglia di fico dell’ambiente. Le eccellenze del territorio, professionisti dell’alta specializzazione che si trovano nell’industria del padovano, rischiano il loro futuro. A loro il Pd non dice nulla?”.
"Incarichi Letta sospetti per voto in Ue che favorisce Cina e danneggia Italia"
“Gli incarichi personali di Enrico Letta, che nel passato è stato co-presidente del gruppo cinese ToJoy Western Europe, gettano più di un dubbio sulle reali motivazioni che hanno portato il Pd a votare a favore del fit for 55". Per il deputato Paolo Grimoldi si tratta di "un protocollo che rischia di compromettere completamente il settore italiano dell’automotive e far saltare migliaia di posti di lavoro, non solo in Lombardia ma in tutta Italia. Se con la scusa del clima si nasconde un disegno oscuro per favorire la Cina a discapito delle imprese italiane, come Lega ci opporremo con ogni mezzo disponibile nell’interesse dell’Italia e di certo non di concorrenti esteri”.
“Non accettiamo lezioni da Letta e PD”
“Non accettiamo lezioni da Letta e dal Pd" dichiara il deputato della Lega Andrea Giaccone. "Il voto a Bruxelles impatterà duramente sull’automotive italiano, su territori, come quello di Asti e del Piemonte, dove esistono realtà economiche legate a questo settore. Ma al danno, si aggiunge la beffa, perché Letta ha lavorato per il gruppo ToJoy, un colosso economico cinese, il paese che più beneficerà dello stop alla produzione europea di vetture a motore endotermico. Non vorremmo che Letta usi il cieco ambientalismo per coprire una operazione contro l’Italia e la sua economia”.
“Letta scenda da piedistallo ideologico”
“Con la scusa dell’ambiente, lo stop alle auto a motore endotermico è un regalo a Pechino" denuncia il deputato della Lega e componente della commissione ambiente, Mirco Badole. "Lo capirebbe chiunque, e dovrebbe averlo ben presente Enrico Letta che non solo è segretario di quel che resta di un partito che della tutela dei lavoratori aveva fatto la sua essenza politica, ma anche perché con la Cina ha lavorato, e tanto anche. Anzi, invece di mettersi sul piedistallo ideologico del difensore degli interessi collettivi, spieghi come non verrà massacrato l’automotive italiano e le eccellenze della componentistica di settore che operano nella zona del bellunese, e che nel Veneto occupano decine di migliaia di lavoratori”.
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