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"Da repubblica delle banane", perché a Omnibus stroncano Elisabetta Belloni presidente

Federica Pascale
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Durante la puntata di Omnibus di giovedì 27 gennaio, si commentano in studio le parole del segretario del PD Enrico Letta, che rimane dell’idea che sia necessario trovare un candidato super partes per il Quirinale e che, pare, abbia convinto anche il centrodestra a proporre nomi “meno divisivi”.

 

Ospite in collegamento la giornalista del Corriere della sera Maria Teresa Meli, che evidenzia: “È l’unica vittoria che si possa dire del centrosinistra, che è spaccatissimo. Salvini non è andato avanti con la prova di forza della Casellati”. Ma è una vittoria facile, “perché mi pare che in questo momento Salvini sia davvero in difficoltà”.

 

Logica avrebbe voluto che il segretario della Lega si intestasse la candidatura di Mario Draghi per il Quirinale, e tutti avrebbero dovuto supportarla. “Perfino Conte avrebbe dovuto accettare, e fare buon viso a cattivo gioco”. D’altra parte, un centrosinistra frastagliato: “Il PD è spaccato tra Draghi e Casini. I cinque stelle non si capisce cosa vogliono”.

 

L’unico nome sul quale pare si possa convergere è quello di Elisabetta Belloni, l’unico al quale Conte ha detto sì. La donna a capo del Dis, ossia gli 007 italiani, "è una persone encomiabile e straordinaria, ma l’idea che il capo dei servizi segreti possa andare al Quirinale... neanche nella Repubblica delle banane”. La Meli rimane dell’idea che le uniche due opzioni realistiche siano il senatore di lungo corso Pier Ferdinando Casini e l’attuale presidente del consiglio Draghi. “Un Parlamento che dice che Draghi è un tecnico e non può andare, ma mette la persona che guida i servizi segreti al Quirinale, forse è un Parlamento con problemi gravi”.

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