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La "non strategia" di Letta per il Qurinale. Nessun nome, il Pd brancola nel buio

Non è per cattiveria. Il problema a sinistra, è che il nome per il Colle, ancora non c’è. La strategia per il momento sembra essere proprio quella, ovvero quella di una «non strategia». Intanto i fastidi interni nel Pd, si fanno sempre più insistenti. Non avere i numeri per poter dettare le condizioni, sta innervosendo il partito democratico tutto. Da (troppo) tempo abituato a dare le carte, ora rischia di restare a guardare. Il segretario Letta, teme tra l’altro, di non potersi fidare di molti internamente, il che non lo aiuta. Il problema serio, è intavolare un dialogo con Matteo Renzi, quello sì. L’unica possibilità per Letta di uscire da un vicolo cieco.

 

  

Proprio in quella direzione, lo stanno portando segretamente, i big del Partito democratico. Goffredo Bettini tesse le lodi del senatore fiorentino con tutti. «Bisogna convincere Enrico, si deve parlare con Matteo». Dopo Napolitano è Mattarella, il rischio di non avere un Presidente della Repubblica di area, è considerato uno pericolo troppo grande da affrontare. Letta rischia di pagare caro politicamente, il non peso attuale del suo partito. Figuriamoci poi, se ad essere eletto fosse quel Silvio Berlusconi, da sempre ostracizzato e deriso dalla sinistra. Non glielo perdonerebbero mai, al segretario.

 

Cosa fare dunque? Affidarsi a Renzi, il nemico giurato, è un boccone davvero amaro da mandar giù. Anche perché, sarebbe Renzi poi, a prendersi tutti i meriti. Farlo passare per «Salvatore della Patria» poi, sarebbe un de profundis, politicamente parlando. L’unica possibilità per uscirne bene, benché remota, è pregare Sergio Mattarella.

 

La proroga dello Stato di emergenza, potrebbe essere un incentivo in più, per piegare le ritrosie del Capo dello Stato. Nel mentre, Matteo Renzi sta sereno e continua a tessere la sua tela. «Ho ancora tanto tempo davanti a me». Parla a destra e di Berlusconi, provocando rimpianti e turbolenze nel Pd. Dove in molti, non lo hanno mai veramente dimenticato.