villette a rischio

Sul superbonus guerra in Senato: battaglia per non avere limiti

Filippo Caleri

La Manovra dovrebbe arrivare negli uffici del Senato tra oggi e domani. Ma sul testo in entrata si registra ancora qualche tensione interna nella maggioranza che dovrà trovare composizione nelle aule. Uno dei nodi è quello relativo alla proroga dell’applicazione del superbonus al 110% per le villette. La misura che consente la riqualificazione energetica e sismica, per ora solo a chi ha un reddito Isee sotto i 25mila euro, sarà uno dei temi rinviati alla discussione parlamentare. In particolare a spingere per tenere il più larga possibile la platea è il M5s ma il pressing dei partiti è comunque trasversale contro le perplessità del ministero del Tesoro che continua a nutrire dubbi sulla copertura finanziaria, giudicata troppo alta per assicurare l’accesso al superbonus a tutti i proprietari di immobili. Perplessità che non freneranno gli emendamenti nelle commissioni per tentare di togliere il limite. «Stiamo perfezionando emendamenti per togliere riferimenti a tetti Isee come requisito per continuare a fruire del Superbonus sulle case mono e plurifamiliari» ha spiegato il vicepresidente del gruppo M5S al Senato, Agostino Santillo. Per il quale la limitazione rappresenta una «discriminazione» rispetto alla situazione dei condomìni. Tutto liscio alla Camere, invece, sul rinnovo di due altre agevolazioni collegate ai bonus edilizi e cioè lo sconto in fattura e la cessione del credito. «Ma si stanno creando degli abusi, quindi bisognerà rafforzare i controlli», ha specificato il sottosegretario al Ministero dell'Economia Cecilia Guerra.

 

  

 

In vista ci sono invece le altre revisioni al reddito di cittadinanza. Nell’articolato della manovra sono stati inseriti interventi cosiddetti di emergenza, cioè una serie di «meccanismi che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e incentivano più efficacemente i percettori ad attivarsi per la ricerca» ha spiegato il ministro Orlando. In particolare si tratta del cosiddetto decalage (cioè la riduzione) del beneficio mensile per i soggetti occupabili, dopo il primo rifiuto di un'occupazione, e la revoca dopo il secondo rifiuto di "un'offerta congrua di lavoro". Resta da definire quale sia l'offerta congrua, ovvero se cadrà il limite della distanza dal luogo di residenza e quindi l’offerta di un posto potrà arrivare da tutta Italia. Mentre Orlando sta decidendo con l’esecutivo governo gli ultimi dettagli, il comitato scientifico guidato dalla Saraceno sta per presentate nuove proposte sul reddito di cittadinanza in vista della sessione di bilancio che potrebbe incorporarle. Come l'obbligo di accettare anche lavori della durata inferiore ai tre mesi.

 

 

Intanto esce dalla discussione per ora il tema delle concessioni balneari, espunto dal dll concorrenza perché il tema giuridico della proroga delle autorizzazioni è stato sottoposto al vaglio del Consiglio di Stato. Così il governo ha subordinato l’intervento alla pronuncia dei giudici amministrativi, hanno spiegato ieri fonti di governo, precisando che quello delle spiagge è comunque un tema fuori dal perimetro del Piano nazionale di ripresa e resilienza.