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Roma, bocche cucite dai candidati sindaci. L'attesa? Tutti in famiglia

Pietro De Leo

È la giornata della processione al seggio che, anche quella, «fa colore». Per quanto a Roma il giorno elettorale sia stato scosso dall’incendio del Ponte dell’Industria che ha fatto maturare una cornice di scontro politico attorno alle ore del silenzio elettorale. Dunque, proprio per rispetto della regola delle urne aperte, il candidato del centrodestra Enrico Michetti sceglie di non dire nulla, neanche sull’incidente che ha sconvolto la notte romana tra sabato e domenica, andando a votare nel seggio a Monteverde. «Non commento neanche l’incendio», dice l’avvocato, «il silenzio è silenzio». E ha aggiunto «è importante che tutti andiamo a votare, questo lo possiamo dire». Poi la giornata è proseguita in relax la giornata tra famiglia, amici e un giro in bicicletta. Il cinema, con l’ultimo film di Nanni Moretti e poi la partita della Roma sono stati invece il passatempo post voto di Roberto Gualtieri, candidato del centrosinistra anche lui a Monteverde. Niente dichiarazioni nemmeno per lui ma un ringraziamento a quanti sono impegnati nelle operazioni elettorali.

 

  

 

Di «decompressione in famiglia» ha parlato invece Carlo Calenda, in corsa con la sua formazione civica Azione, che si è recato nel seggio di via del Lavatore, accompagnato dalla moglie. «Sono sereno», ha detto. Mentre Virginia Raggi, sindaco uscente e ricandidata con il Movimento 5 Stelle e qualche altra lista in appoggio, ha votato nel quartiere Ottavia. Con lei, il marito. E oltre all’appello a recarsi alle urne («andate tutti») ha risposto con un breve «Aspettiamo l’esito delle indagini. Io non mollo Roma» a chi le ha chiesto un commento sull’incendio del ponte di ferro. Questo, dunque, il racconto elettorale a Roma, dove purtroppo non sono mancati numerosi disservizi nelle operazioni di voto, con alcuni cittadini in varie sezioni invitati a tornare in un momento successivo.

 

 

In una tornata che, considerando il dato complessivo in Italia, ha chiamato a raccolta 12 milioni di aventi diritto, che fino alle 15 di oggi potranno recarsi in sezione. Alle 19 di ieri, nella Capitale era del 29,5% (un po’ più bassa quella per le suppletive della Camera del collegio di Primavalle, 26,7%). Leggermente più alto l’afflusso alle urne a Milano, con il 31,02. Mentre a Napoli il 27,63. A Bologna, invece, sempre alla stessa ora si erano recati al voto il 29,55 degli aventi diritto, mentre a Torino il 29,29. In questa due giorni c’è anche una tornata regionale, in Calabria, dove il ritorno anticipato alle urne è stato reso necessario per la scomparsa di Jole Santelli, che aveva vinto le elezioni del 2020. Qui, l’affluenza segnava 22,66. Nel complesso nazionale, per quanto riguarda i 1153 Comuni chiamati al voto, l’affluenza è stata del 33,18. Nelle grandi città si nota la differenza di partecipazione rispetto al 2016 (a Roma, per esempio, il calo è di circa 10 punti), ma va sottolineato che, in quel caso, si votava in una sola giornata.