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Telecamere e agenti sui bus, ecco la sicurezza di Michetti

Pietro De Leo
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L’aggressione ai danni della conducente di un autobus di linea nella Capitale, presa a pugni da un passeggero che le aveva intimato di andare più veloce, ha riportato al centro del confronto politico il tema della sicurezza sui mezzi pubblici e, più in generale, in tutti gli ambiti della città.

Il candidato sindaco del centrodestra a Roma, Enrico Michetti, in un post di Facebook osserva: «Ci risiamo. Questo tipo di aggressioni si ripete ormai quotidianamente e gli autisti non riescono neanche più a svolgere il proprio lavoro in tranquillità e in sicurezza». E aggiunge: «Lavorerò con il Prefetto e il Questore per avere più telecamere e più agenti, sui mezzi e nelle stazioni», in quanto «serve uno sforzo straordinario e condiviso».

La vicenda di cronaca «fa capire l’importanza di integrare nuovamente la figura del bigliettaio. Oltre a offrire nuovi posti di lavoro, questa decisione avrebbe un effetto fondamentale sia in termini di legalità che di assistenza al passeggero e al turista, sarebbe una vera e propria protezione del conducente». L’argomento sicurezza, con le condizioni di alcuni quartieri scivolati oramai verso la «zona franca», è stato rilevante sin dalle battute iniziali di questa campagna elettorale. A giugno, infatti, abbiamo assistito alla brutta scena della stazione Termini, con un immigrato che ha dato in escandescenze aggredendo, armato di coltello, sia alcuni utenti dello snodo, sia una pattuglia di poliziotti intervenuti, uno dei quali è stato costretto a sparare per neutralizzarlo.

 

 

 

 

 

Lo stesso Michetti, in un sopralluogo nei dintorni della Stazione Tiburtina, ha quasi subìto un assalto di homeless e sbandati accampati in quella zona. Per questo, il principio guida del suo programma sarà «tolleranza zero». Verso quelle che oramai sono diventate terre di nessuno, dove pullulano roghi tossici, luoghi di spaccio, edifici occupati, bivacco molesto, rovistatori di cassonetti. Ricostruendo una dignità delle regole che in certe aree della Capitale oramai è perduta, attraverso prevenzione, controllo del territorio e capacità di intervento.

«La polizia locale e le forze di polizia – spiega Michetti a Il Tempo - fanno quel che possono con uno spirito di abnegazione encomiabile. Ma poco possono fare se non muta l’approccio complessivo al problema, sia sul piano normativo, sia dal punto di vista dell’effettiva erogazione della sanzione, sia in termini di autentica determinazione delle Istituzioni ad affrontare e risolvere i problemi sul territorio».
E ancora: «Negli ultimi decenni, ci sono state varie e diffuse forme di illegalità, si pensi alle occupazioni illegali o all’abusivismo commerciale. E spesso la politica ha coperto il tutto. È ora di far saltare queste coperture per riportare Roma al livello delle altre Capitali europee, dall’arrivo alla stazione ferroviaria fino all’ultimo lembo di periferia». La sinergia tra le istituzioni, in questo quadro, è fondamentale. «Per questo – continua Michetti - mi impegnerò per stipulare un patto con il Prefetto e il Questore, al fine di avviare una collaborazione stabile, con il solo obiettivo di riportare legalità, sicurezza e decoro a Roma».
 

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