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Basta soluzioni personali, seguiamo il Colle. La ricetta di Renzi per uscire dalla crisi

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«Dopo settimane in cui si sono tentate improbabili soluzioni personali è finalmente venuto il tempo di seguire la Costituzione, di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese. La verità, non le veline. La politica, non il populismo». Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi nella sua enews.

 

«Nel frattempo, prendiamo atto che in Parlamento non c’è più una maggioranza giustizialista, altrimenti oggi il ministro Bonafede avrebbe ottenuto i voti in Senato».

 

«Voglio che arrivi un messaggio di vicinanza a Chiara Appendino. La sindaca di Torino, esponente del partito più giustizialista della storia repubblicana, è stata condannata in quanto sindaco per i fatti drammatici di Piazza San Carlo. Le sentenze non si commentano, si rispettano. E ovviamente si attende la Cassazione. Il primo pensiero naturalmente va alle vittime di quella terribile follia durante la finale di Champions. E ai delinquenti che usarono lo spray urticante. Ma voglio anche dire che da ex sindaco sono dispiaciuto - aggiunge - Perché si afferma una responsabilità per i primi cittadini molto difficile da accettare. Era accaduto con Leonardo Domenici a Firenze, con Marta Vincenzi a Genova. Oggi accade con Chiara Appendino. Noi non siamo come i giustizialisti, che usano i processi per regolare i conti della politica. Io voglio dire che mi dispiace, che spero che Chiara Appendino sia assolta in appello, che siamo vicini al dolore della sua famiglia. E non mi interessa il fatto che i grillini non fanno così con noi, preferendo sempre avere due pesi e due misure. Noi restiamo persone civili, anche e soprattutto davanti alle decisioni della magistratura». 

 

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