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Dopo l'agricolo il mattone: nuovi guai per il fratello di Veltroni

La sua società immobiliare finisce in concordato. Unico asset lo stabile di San Lorenzo dov'è stata ritrovata morta Desirée Mariottini

Andrea Giacobino
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Dopo le perdite delle sue due società agricole, Valerio Veltroni, fratello di Walter, inciampa anche nel business del mattone. Qualche giorno fa, infatti, Marco Genna giudice del tribunale di Roma ha nominato Massimo Femia commissario della Tunda Orange Immobiliare (Toi) di cui Veltroni è amministratore unico e socio di controllo attraverso Tundafin. Il magistrato ha ammesso Toi alla procedura di concordato con riserva di presentazione di un accordo di ristrutturazione del debito.

Nel ricorso, presentato al tribunale per conto della società di Veltroni dall’avvocato Federico Freda, si spiega che la immobiliare è entra in crisi perché aveva come unico asset lo stabile di Roma in via dei Lucani dov’era stata ritrovata morta la giovane Desirée Mariottini: «La procura di Roma - spiega il ricorso - ha disposto il sequestro probatorio dell’immobile, su cui Toi avrebbe dovuto porre in essere un’attività edificatoria che sarebbe culminata con la costruzione di unità immobiliari di pregio». Dopo la procura, il Comune di Roma «ha di fatto sospeso tutti i titoli edificativi rilasciati». Toi, che ha chiuso il 2018 con una perdita di 3 milioni di euro, spera ora di presentare un piano concordatario che incontri l’approvazione del tribunale.

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