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Meloni bulldozer contro il governo. Star al "Costanzo show"

A tutto spiano su Ilva, seggiolini salva-bebè e asili nido

Meloni bulldozer contro il governo. Star al "Costanzo show"

Al “Maurizio Costanzo Show” Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, risponde sull’Ilva di Taranto, sul dispositivo “salva bebè” (in vigore da oggi), sulla discriminazione verso le donne e  sul perché non sia diventata sindaco di Roma. E scatta la frecciatina a Virginia Raggi.

Giorgia Meloni è accolta dal pubblico con un applauso così caloroso da stupirla. Costanzo manda in onda le clip delle sue prime volte al “Maurizio Costanzo Show” nei primi anni ’90 e la Meloni afferma: “Io non ho scelto di fare la carriera politica, non credevo nemmeno esistesse, se parti con l’idea di fare carriera politica hai già perso in partenza perché per fare politica serve la libertà di difendere le tue posizioni costi quel costi, anche a costo di perdere. Se sono stupita di essere l’unica leader donna in Italia? No, non sono stupita, sono dispiaciuta. E non condivido la posizione di Renzi: non dobbiamo stare nei posti di rilievo perché ci mette un uomo, ma perché lo abbiamo conquistato da sole. Le donne sono discriminate, è difficile essere considerate alla pari anche se facciamo le stesse cose degli uomini con una mano sola”.

Costanzo ritorna sulla candidatura a primo cittadino di Roma: “Si dice che non sia diventata sindaco di Roma perché incinta” e la Meloni: “Sì, ritenevano che con una figlia piccola non potessi essere un buon sindaco”, “In verità a Roma abbiamo già un sindaco donna e ci basta… ci basta” è la frecciatina di Maurizio Costanzo a Virginia Raggi e Giorgia Meloni: “Beh, bisogna essere donna e capace”, “E allora quella è un’altra categoria” chiosa velenoso il giornalista. La Meloni non rinnega il passato di baby sitter e cameriera: “Mi hanno insegnato molto, ai giovani consiglio di accettare sempre un lavoro anche se non corrisponde alle immediate aspettative, mettersi in gioco insegna sempre qualcosa. Quando me l’hanno rinfacciato pensavano di offendermi, io ne vado orgogliosa, ci sono laureati italiani costretti a fare i lavapiatti a Londra”. Alla domanda squisitamente politica: “Vorrebbe essere al posto di Conte?”, l’esponente di Fratelli d’Italia replica secca: “Ma questo lo decide il popolo italiano!”.

Sul tema caldo dell’Ilva di Taranto, Giorgia Meloni spiega: “Ho presentato un emendamento per ripristinare lo scudo penale, abbiamo bisogno di uno Stato credibile altrimenti nessuno investirà più in Italia, non ci si può rimangiare la parola data. Non è vero che l’ambiente non può convivere con la produzione industriale e su questo lo Stato deve mettere le risorse. Spero che su questa materia che rappresenta 1,4 punto di pil si trovi subito un accordo, spero che il governo pensi di salvare una simile risorsa italiana”.

La Meloni rilancia altri due argomenti che le stanno a cuore: il dispositivo “salva bebè” anti-abbandono per impedire di dimenticare i bambini in auto e gli asili nido gratuiti per i genitori che lavorano. Sul dispositivo: “E’ stata la prima legge approvata all’unanimità, poi cosa è successo? Eh.. il Ministro Toninelli…. In più di un anno non è riuscito a fare il decreto attuativo. Io non giudico padri o madri che si dimenticano i figli in macchina, esiste una vera e propria sindrome. Ma esistono dei dispositivi e così abbiamo fatto una legge che prevede anche un incentivo per le famiglie che lo montano in macchina. Adesso la pratica è in mano all’attuale Ministro dei Trasporti, Paola De Micheli”. Costanzo si fa promotore della causa, ma proprio oggi, 7 novembre, entra in vigore in via obbligatoria l’uso del “salva bebè”.

Sugli asili nido, la Meloni specifica: “Con una famiglia monoreddito non campi, ma lo Stato non aiuta. Ho portato in aula la battaglia per gli asilo nido gratuiti fino all’orario di chiusura dei negozi e degli uffici. Me l’hanno bocciata tre volte in un anno. Oggi le famiglie si sentono sole. Secondo me ci si mette anni per certe cose perché i casi sono numericamente molto limitati e la politica si dedica ad argomenti elettoralmente più rilevanti”.

La presidentessa di Fratelli d’Italia torna sugli attacchi personali: “Mio marito, ottimo padre, si definiva di sinistra e adesso ha cambiato idea, per amore, mica l’ho costretto e giuro che non l’ho minacciato…almeno su questo… su altre cose mi sono difesa. A me piacciono le persone che credono in qualcosa, non ho problemi con chi la pensa in modo diametralmente opposto al mio. Non sopporto chi non crede in niente. I giornalisti mi insultano? La cultura dell’odio va combattuta. Mi ha colpito che Repubblica mi abbia definito reginetta di coattona sempre tra gli emarginati. Per me è un onore. Evidentemente fanno parte della sinistra radical chic in caftano bianco e piedi nudi che sorseggia un bicchiere di champagne nei salotti di Capalbio”, infine accusa Report di montare fake news: “Si è inventato cose finte e tesi ridicole sui miei account social, dicono che siano controllati da bot filorussi, che i follower siano finti, che sia legata a una rete internazionale sovranista. Ho smentito perché è bene che gli italiani sappiano se Report, servizio pubblico, invece di fare giornalismo d’inchiesta, fa giornalismo per attaccare chi non gli sta simpatico”. Il giornalista di Report, Giorgio Mottola, ha replicato di aver messo in fila le anomalie sui suoi account: “Se pensa che abbia detto il falso, mi denunci”.

Anche a Giorgia Meloni tocca il rito del congedo canoro. Prima “Sapore di mare”, poi la rivelazione: “Sono una grande fan di Michale Jackson, ho imparato l’inglese traducendo le sue canzoni” e azzarda anche la leggendaria Thriller. Costanzo chiosa: “Fatemi dire, è proprio spiritosa”.

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