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Affluenza boom in tutta Europa. E cresce anche in Italia

È andato a votare il 51% degli elettori dei 27 paesi della Ue

Affluenza boom in tutta Europa. E cresce anche in Italia

Affluenza altissima, calo ma tenuta sostanziale dei partiti europeisti, sorpasso di Marine Le Pen sulla lista di Emmanuel Macron in Francia, boom dei Verdi in Germania, mentre i sovranisti per ora non sfondano ad eccesione del trionfo di Viktor Orban in Ungheria. Queste le prime indicazioni che arrivano nel tardo pomeriggio dagli exit poll delle elezioni europee.

In Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen sarebbe il primo partito con un dato tra il 23% e il 25%, stando al rilevamento Ipsos diffuso dal quotidiano belga Le Soir. Più staccata la lista Renaissance legata al presidente Emmanuel Macron e alla sua Republique en Marche, che si ferma a un dato tra il 19 e il 22%. I Repubblicani sono dietro (11-12%), seguiti da Europa Ecologia-I Verdi (9%) e La France Insoumise (8%).

In Germania il centrodestra di Angela Merkel è in calo ma resta in testa negli exit poll, festeggiano invece i Verdi secondo partito al 22% e restano delusi i socialdemocratici dell’Spd al 15% che sono scavalcati da cristiano-democratici nel voto locale per la roccaforte di Brema. Male, o comunque meno delle aspettative, l’estrema destra di Afd che si ferma, sempre secondo le proiezioni, al 10,5% (un dato comunque sopra il 7,1 del 2014 ma inferiore a tutti i sondaggi). L’affluenza è invece volata di 11 punti dalle europee del 2014 per raggiungere quasi quota 60%, il dato più alto dai tempi della riunificazione dell’89. L’Unione Cdu-Csu di Angela Merkel, guidata dal candidato alla presidenza della Commissione europea Manfred Weber, è pari a circa il 28%, il punteggio più basso della sua storia in tutte le elezioni nazionali. «Non è un risultato all’altezza degli standard che ci poniamo», ha commentato a caldo la leader dell’Unione, Annegret Kramp-Karrenbauer. «È deludente», ha dichiarato all’Ard il commissario tedesco Gunther Oettinger.

In Austria vola il partito del cancelliere Sebastian Kurz che avrebbe ottenuto il 34,5%, ovvero a 7 seggi, due in più rispetto alle precedenti consultazioni europee. Il caso ’Ibiza-gatè ha pesato sul partito di estrema destra Fpoe del del vicecancelliere Heinz Christian Strache che si ferma al 17,5% e perde un seggio. Secondo partito in Austria i socialisti della SPOe con il 23,5% (5 seggi). I Verdi si sarebbero fermati al 13,5% (2 seggi, uno in meno), i NEOS all’8,0% (1 seggio). Gli exit poll confermano anche il dato olandese, con il buon vantaggio del partito Laburista di Frans Timmermans, mentre in Grecia è in vantaggio nuova Democrazia, il partito di centrodestra guidato da Kyriakos Kyriakos Mitsotakis, superando il partito del primo ministro Alexis Tsipras, Nuova Democrazia avrebbe ottenuto tra il 32 e il 36% centro il 25-29% di Syriza. Al terzo posto il partito socialista Kinal, erede del Pasok, con il 5-7%. L’estrema destra Alba Dorata avrebbe ottenuto tra il 5 e il 7% dei voti.

In Ungheria grande affermazione del partito nazionalista Fidesz, del presidente ungherese Viktor Orban, che negli exit poll viene dato al 56%, in netto vantaggio rispetto ai socialisti di Mszp (10%) e alla Coalizione democratica (Dk) al 10%.

Il partito liberale e europeista Slovacchia Progressista dovrebbe conquistare il primo posto nelle elezioni europee in Slovacchia: Il partito Slovacchia Progressista, che fa riferimento alla nuova presidente Zuzana Caputova, avrebbe ottenuto oltre il 20%, ben al di sopra delle stime di aprile quando le proiezioni dell’Europarlamento gli attribuivano appena l’8%. In seconda posizione c’è il partito socialdemocratico Smer dell’attuale primo ministro Peter Pellegrini, che con il 15,7% tocca il risultato più basso della sua storia alle elezioni europee. Solo terzo con il 12,1% il partito di estrema estrema destra «Nostra Slovacchia», che alcuni sondaggi consideravano come il favorito. Il Partito laburista del premier Joseph Muscat infine, è nettamente in testa nelle elezioni europee a Malta. Il Partito laburista otterrebbe il 55% contro il 37% per i conservatori del Partito nazionalista.

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