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Salvini avverte Conte, accusa il M5S e "perdona" la prof sospesa

Nuove tensioni nella maggioranza su migranti e giustizia

Alberto Di Majo
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Finito all'angolo nell'ultima settimana di campagna elettorale prima delle Europee (si vota il 26 maggio), il vicepremier leghista Matteo Salvini reagisce. Avverte il premier Conte, attacca i 5 Stelle e i magistrati. Ma sulla professoressa sospesa in seguito alle polemiche scoppiate per un video dei suoi studenti, che accosterebbe le leggi razziali al decreto sicurezza, smorza i toni. "Nessuno pensi di riaprire i porti, nessun ministro e neanche il presidente del Consiglio pensi di ordinare a me di far entrare la nave che illegalmente ha raccolto immigrati e vorrebbe entrare in Italia. Se qualcuno pensa di riaprire i porti ha trovato il ministro e il partito politico sbagliato. Faccio finta di non sentire e guardo solo avanti» attacca Salvini. Poi si concentra sugli alleati del MoVimento 5 stelle, colpevoli a suo giudizio di aver «votato spessissimo con la sinistra» in materia di immigrazione. Salvini critica anche il reddito di cittadinanza, sostenendo che, dalle rinunce, «è evidente che qualcosa non va», e tira dritto nella difesa dei "suoi", definendo «folle» la richiesta presentata con anticipo da Luigi Di Maio di dimissioni del sottosegretario Edoardo Rixi in caso di condanna per peculato e confermando che non ha alcuna intenzione di espellere dalla Lega il sindaco di Legnano Gianbattista Fratus, ai domiciliari per corruzione elettorale. «Questo è irrispettoso nei confronti del lavoro dei giudici. Non faccio il giudice: spero che facciano in fretta non commento le indagini e le inchieste. È folle chiedere le dimissioni in anticipo». Attacca i magistrati "che fanno politica", riferendosi a quelli di Catania: «Il Tribunale dei ministri ieri ha ascoltato per ore il mio capo di gabinetto e l'ex capo del Dipartimento dell'Immigrazione del Viminale, come se fossero pericolosi soggetti, in relazione al blocco di un barcone: state usando male i soldi pubblici degli italiani». Poi avverte che non accetterà di perdere tempo sull'approvazione del decreto sicurezza bis. «Mi auguro che nessun ministro dei 5 stelle perda tempo, questo sì sarebbe grave, mi arrabbierei se il Consiglio dei ministri di lunedì per calcolo elettorale di Di Maio o di qualcun altro non approvasse il decreto sicurezza bis. Ci sono misure contro le mafie, contro gli spacciatori, contro i trafficanti di esseri umani, contro chi aggredisce gli operatori delle forze dell'ordine. Nessun ministro dei 5 stelle faccia il furbo. Un favore a Salvini se il decreto sicurezza bis viene approvato prima del 26? Scherziamo? La lotta alla mafia, ai delinquenti e ai violenti può aspettare?». Infine, Salvini parla dell'insegnante sospesa: "Giovedì prossimo sarò a Palermo a testimoniare la lotta alla mafia e per onorare la memoria del giudice Falcone e dei caduti della strage di Capaci. Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell'Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti di quella scuola per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista». Dal canto suo, il vicepremier pentastellato, Luigi Di Maio, replica a tono: «Dalle continue dichiarazioni che escono è evidente che c'è chi vuole alzare il livello dello scontro. Non c'è molto da aggiungere rispetto agli attacchi inviati al presidente del Consiglio, che ha tutto il sostegno mio e del governo. Dico solo che per la legge dei grandi numeri, se tutti pensano una cosa e c'è un singolo contrario, forse ha torto il singolo. Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza». Il capo politico del M5S critica "l'arroganza" dell'alleato ("Mi ricorda Renzi", dice) poi attacca: "Una cosa è certa, questa prepotenza aumenta soprattutto sul tema dell'immigrazione, quando la Lega è in difficoltà con gli scandali di corruzione. Io non ci sto a rappresentare questo grande stratagemma per distrarre dall'emergenza del paese che non è in questo momento l'immigrazione ma la corruzione».

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