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c'è l'accordo

Nomine Rai, Salini ad e Foa presidente. Insorge il Pd

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Il cavallo di viale Mazzini, simbolo della Rai

"Parte la rivoluzione culturale", esulta il vicepremier Luigi Di Maio uscendo da Palazzo Chigi al termine della riunione del consiglio dei ministri che ha sciolto il nodo delle nomine Rai, indicando - la competenza è del ministro dell'economia - Marcello Foa e Fabrizio Salini come presidente e amministratore delegato. Due nomi che arrivano al termine di ore e ore di trattative, andate avanti fino a tardi giovedì e poi ancora venerdì mattina, in un puzzle di veti incrociati e rivendicazioni. Sulla scacchiera anche i vertici di Fs dopo l'azzeramento del Cda voluto dal ministro dei Trasporti Toninelli, passando per l'Istat dove il mandato di Alleva è già scaduto.

E la partita dei vertici di viale Mazzini, in cui il M5S che è riuscito a spuntarla per il nome di Salini e la Lega ha ottenuto l'indicazione di Foa, dopo che Giovanna Bianchi Clerici era stata "bloccata" dal no di FI, si intreccia con quella dei direttori di testata. Formalmente sono indicati dall'Ad, ma il Carroccio vorrebbe Gennaro Sangiuliano alla guida del Tg1, soluzione che accontenterebbe anche i forzisti, il M5S sogna invece Peter Gomez. Per il Tg2 circola il nome di Alberto Matano. Intanto, Foa e Salini "sono i due nomi che su proposta del ministro Tria il presidente e il Consiglio dei ministri hanno ritenuto all'altezza di questa grande sfida che è quella di avviare una rivoluzione culturale e di liberarci dei raccomandati e dei parassiti che ci sono nella Rai", ha detto Di Maio. Con loro, ha twittato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, "garantiamo il rilancio della principale industria culturale del paese".

Ben diversa invece la reazione delle opposizioni. Il Pd denuncia, attraverso il segretario Maurizio Martina, che "va in onda la spartizione tra Lega e Cinque Stelle. La legge prevede maggioranza 2/3 per Presidente di garanzia: per le poltrone calpestano anche le regole". Per cui annuncia: "Pronti a opposizione durissima". Ad aizzare le reazioni dem anche un post in cui, lo scorso 27 maggio, il neo presidente Rai esprimeva "disgusto" per le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in merito all'Unione europea. Ma viene ricordato anche come Foa abbia più volte ribadito posizioni sovraniste e anti-euro. "Amico sovranista di Salvini, offende su Facebook il Presidente Mattarella come un troll di bassa lega, nella spartizione delle poltrone tra M5S e Lega vince la nomina a presidente della Rai. Non c'è che dire, il cambiamento, in peggio, è servito. Noi voteremo No", annunciano i senatori Pd. Divisa invece Forza Italia, che spera di incassare almeno delle vicedirezioni nelle testate dei Tg e annuncia che "farà una riflessione" sul nome di Marcello Foa, in merito al voto da esprimere in commissione di Vigilanza. Risolto, polemiche a parte, il dossier dei vertici Rai sul tavolo del Governo rimane quello di Fs. L'assemblea del gruppo di piazza della Croce Rossa dovrebbe tenersi martedì prossimo, 31 luglio, e per la posizione di Ad lasciata libera da Renato Mazzoncini Salvini rivendica il diritto di scelta: in pole ci sono il numero uno di Arexpo Giuseppe Bonomi e di Maurizio Gentili, attualmente alla guida di Rfi.

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