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761 Comuni hanno scelto. Meno elettori alle urne

Affluenza al 61,16% in calo rispetto alle precedenti amministrative

761 Comuni hanno scelto. Meno elettori alle urne

Meno elettori alle urne. Si chiudono così i seggi che ieri hanno chiamato al voto quasi 7 milioni di italiani per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Subito dopo le 23 di ieri è iniziato lo spoglio. Il dato dell’affluenza s’è attestato al 61,16%, in calo rispetto alle precedenti elezioni amministrative (67,22%). In Sicilia, che invece i dati vengono elaborati dalla stessa Regione, e non dal Viminale come nel resto del Paese, il dato dell’affluenza alle 19 era in crescita (40,97%; alle 12, 16,95%) in tutti i capoluoghi ad eccezione di Trapani. Secondo le rilevazioni dell’ufficio elettorale isolano, il record dei votanti tra i 5 capoluoghi è a Messina: alle 19, 47,34% degli aventi diritto si era presentato alle urne, contro il 30,54% delle scorse elezioni. S’è poi votato a Ragusa, dove il M5s ha conquistato il 47,32% di consensi lo scorso 4 marzo. Alle urne anche Catania, la più grande dei 20 capoluoghi italiani al voto, e dove il centrodestra prove- rà a riprendersi il comune.

Elezioni pure a Siracusa dove le coalizioni di centrodestra e centrosinistra corrono spaccate. Ultimo capoluogo dell’Isola, Trapani, dove si torna a votare un anno dopo il flop delle passate elezioni, costellate da problemi giudiziari per i candidati. In tutto sono 761 i comuni, di cui 20 capoluoghi, le amministrazioni chiamate al voto. È dunque un voto amministrativo, ma con una forte valenza politica. Tra gli interrogativi a cui le urne dovranno dare una risposta, se gli elettori confermeranno la fiducia concessa a leghisti e grillini il 4 marzo; se la Lega si confermerà partito nazionale, strappando consensi a Forza Italia; se il Pd resisterà nelle sue vecchie roccaforti. E proprio il Pd spera di invertire la rotta rispetto alle Politiche. Si è votato infatti in comuni come Pisa e Siena, quest’ultimo diventato il simbolo della «questione bancaria».

Nella città della Torre lo scontro è tripolare e la poltrona di sindaco se la giocano Pd, centrodestra e M5S. Siena, invece, i grillini non hanno presentato un candidato. Come a Vicenza. Il Carroccio punta a riconquistare realtà come Treviso e Vicenza (dove non si è presentato il Movimento 5 Stelle), che erano finite sotto il governo del Pd. Anche se la partita più importante, specie dal punto di vista simbolico, si gioca in Toscana dove la Firenze renziana rischia di rimanere isolata. Il centrodestra se la giocherà alla pari con i 5 Stelle nel centro sud. I fari sono puntati soprattutto sulla Sicilia, dove alle Politiche il Movimento ha fatto man bassa di voti. Tra i dati da testare, va evidenziato la tenuta del centrodestra, uscito forte ma rivoluzionato nei rapporti di forza interni alle politiche e alle successive regionali in Molise e in Friuli e diviso - anche se non in modo traumatico - dalle scelte sul governo del Paese. 

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