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Gozi vuole 40 milioni di immigrati

Il sottosegretario: "Servono all’Europa per mantenere il livello di welfare". Dossier dell’Onu prevede per l’Italia da 12 a 35 milioni di arrivi entro il 2050

Gozi vuole 40 milioni di immigrati

E__WEB

Il Governo vuole portare quaranta milioni di immigrati in Europa e in Italia entro il 2050. Servono per mandare avanti il welfare perché non si fanno più figli. Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei,è sicuro: «L’Europa ha bisogno di 40 milioni di immigrati». E (purtroppo!) non è il solo a dirlo. «Il Tempo» ha pubblicato il 22 ottobre scorso, il dossier delle Nazioni Unite «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?». Nel documento, redatto dal Dipartimento degli Affari sociali ed economici dell’Onu, vengono analizzati i movimenti migratori a partire dal 1995. E, affinché l’Europa mantenga 728 milioni di residenti nel 2050, «serviranno 1,8 milioni di migranti l’anno». Così che, tra 35 anni, il 18% degli abitanti del Vecchio Continente, e cioé 127 milioni di persone, sarà composto dai rifugiati e dai loro figli e nipoti. Senza gli stranieri, a dar man forte nell’industria, nell’agricoltura e nel terziario, i 47 paesi d’Europa scivolerebbero a poco più di 600 milioni di residenti e non ci saranno più soldi per sanità, pensioni e servizi pubblici. Perché un terzo degli europei sarà costituita da vecchi non più adatti a lavorare. Quindi? Benvenuti immigrati! A Parigi, Londra, Berlino e Roma.

Per l’Italia, lo scenario più spinto disegnato nel dossier Onu, prevede 35.088.000 di immigrati entro il 2050 per “rimpiazzare” i lavoratori italiani. Visto che per quell’epoca gli over 65 saranno il 35% della popolazione e presupposto che il tasso di natalità per donna resti fermo a 1,2 bambini (negli Anni Cinquanta la media era 2,3). Lo scenario di minore impatto programma lo sbarco di 12,9 milioni di stranieri . Le politiche per la famiglia, per sostenere le giovani coppie che fanno figli, evidentemente al Sottosegretario agli Affari europei non interessano molto, visto che insiste sulla revisione del Trattato di Dublino, per fare in modo che la migrazione-invasione non si arresti nei Paesi di approdo ma si spalmi sull’intero continente, sulla «scrematura» tra profughi «veri» e clandestini in cerca di fortuna. A dir la verità Gozi sostiene pure che «occorre chiudere le porte ai migranti economici che non abbiamo la capacità di accogliere». Ma vorrebbe accogliere «tutti i rifugiati che scappano dallo Stato Islamico». E la famiglia? È data per morta anche dall’Onu che si limita a ricordare che la Francia nel 1901 vedeva nascere per ogni matrimonio 7,8 figli e, mezzo secolo dopo, era scesa a 2,7 per poi attestarsi a 1,7. In Germania per ogni coppia ci sono 1,30 bambini. Nell’Unione Europea la media è di 1,5 nascite per ogni donna. Troppo poco per mantenere gli attuali livelli di sviluppo. La soluzione, per le Nazioni Unite come per il Sottosegretario Gozi, che in Europa ha fatto carriera come assistente del presidente della commissione Ue Romano Prodi e consigliere politico del successore Josè Manuel Barroso, è soltanto l’arrivo in massa di migranti, profughi, rifugiati per rivitalizzare Italia, Francia, Spagna, Germania.

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