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Uomo di denaro e Paradiso

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Professore con l'obiettivo di coniugare Chiesa e capitalismo

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Èil titolo di un suo libro del 2004, ma anche una sorta di motto sotto il quale riassumere la sua vita e il suo lavoro: Ettore Gotti Tedeschi, presidente sfiduciato dello Ior, che presiedeva dal 2009, da sempre si è mosso con la stessa naturalezza nei salotti della finanza e nelle sale affrescate della Curia romana, nelle stanze del ministero dell'Economia (è stato ascoltatissimo consigliere di Tremonti) e nelle aule delle università, coniugando capitalismo e morale cristiana o, come recita il sottotitolo del suo volume, «economia globale e mondo cattolico». Sessantasette anni, cinque figli, professore di «Etica della finanza» all'università Cattolica di Milano, editorialista dell'«Osservatore Romano», Gotti Tedeschi muove i suoi primi passi nel mondo della finanza a Parigi, come consulente della Metra-Sena, per poi passare in quella vera e propria «nave scuola» della grande economia internazionale che è l'americana McKinsey, dove conosce Gianemilio Osculati, storico numero uno della società in Italia, e Gianmario Roveraro, ucciso due anni fa nel parmense, protagonista negli anni '70 e 80 della finanza cattolica, membro dell'Opus Dei, con cui Gotti Tedeschi fonda all'inizio degli anni '80 la banca d'investimenti Akros. Nel 1992 l'economista piacentino lascia la banca che ha contribuito a fondare per rispondere alla chiamata di Emilio Botin, presidente e azionista del gruppo bancario spagnolo Santander. In tempi più recenti Gotti Tedeschi si divide tra la cattedra a Milano, gli articoli per l'Osservatore Romano e i numerosi altri incarichi: presidente in Italia di Santander Consumer Finance, presidente del Board of Trustees e membro dell'Advisory Board del Centro Studi Tocqueville-Acton, consigliere d'amministrazione di San Paolo Imi e presidente del fondo d'investimento F2i. Dal 2008, complici le vedute sempre più coincidenti sulla crisi economica, è vicinissimo all'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che lo nomina consigliere per «i problemi economico-finanziari ed etici nei sistemi internazionali», oltre che consigliere della Cassa Depositi e prestiti. Ottimi e ramificati, ovviamente, anche i rapporti con la Santa Sede: Gotti Tedeschi è stato considerato molto vicino a Benedetto XVI (del Santo Padre il neo-presidente Ior ha detto: «merita il premio Nobel per l'economia per la sua enciclica Caritas in Veritate»), al segretario di Stato, Tarcisio Bertone e al prefetto della congregazione dei vescovi, Giovan Battista Re, che ha anche firmato le prefazioni ad alcuni dei suoi libri. Fautore di una visione etica dell'economia, Gotti Tedeschi ha spiegato più volte che a suo parere non è il capitalismo in sé ad aver portato agli eccessi e ai guasti della crisi, ma la «crescita drogata dal debito» portata avanti dagli Stati Uniti. Le vere radici della crisi, ha avvertito più volte, vanno cercate nel tema del crollo delle nascite e del sostegno alla famiglia.

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