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Comuni in rivolta contro l'Imu: imposta rigida e onerosa. L'Anci mette in guardia il governo

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«Imu? no grazie!»: i comuni italiani hanno scelto uno slogan breve ma efficace per esprimere, in sole tre parole, la propria contrarietà all'imposta municipale unica. «Questa Imu - hanno spiegato oggi, nel corso di una conferenza stampa indetta nella sede dell'Anci, il presidente dell'Associazione dei comuni italiani, Graziano Delrio, il sindaco di Roma e presidente del Consiglio nazionale, Gianni Alemanno e il delegato Anci alla Finanza locale e sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli - non è dei comuni, e fa sì che i cittadini siano più tassati e i comuni più poveri». Dati alla mano, l'Anci ha dimostrato come l'Imu sia molto più onerosa per gli italiani e che, rispetto alla vecchia Ici, i comuni perdono, con l'Imu, circa il 30% delle loro entrate. L'Ici nel 2011 è pesata infatti sui contribuenti per 9,2 miliardi; l'Imu quest'anno dovrebbe portare 21,4 miliardi di entrate (una cifra sovrastimata, secondo l'Anci). In pratica, le imposte sulla casa nel 2012 aumenteranno, per i cittadini, del 133%. Per quanto riguarda invece i comuni, con l'introduzione dell'Imu, questi dovrebbero ricevere 3,2 miliardi ma a causa dei tagli previsti, pari a 5,7 miliardi, i comuni perderanno 2,5 miliardi dunque il 27% della vecchia Ici. «Questa Imu - ha scandito Delrio - non è dei Comuni, è solo nominalmente un'imposta municipale. È una tassa rigida,onerosa e ingiusta e non permette ai comuni di modellarla secondo quelle che sono le necessità dei cittadini. Se lo Stato decide di fare una patrimoniale, cosa che in questi tempi potrebbe essere logico e giusto fare, lo dica chiaramente, non è giusto nascondersi dietro alla faccia dei comuni». Delrio ha risposto senza peli sulla lingua anche al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, che stamattina aveva ricordato che «i sindaci sono ufficiali di governo, hanno funzioni istituzionali ed è bene che non dimentichino mai che portano la fascia tricolore». «Vorremmo che lo Stato non si ricordasse che noi siamo un pezzo della Repubblica solo quando si tratta di riscuotere le tasse e gestire l'ordine pubblico. Non si preoccupi, il ministro Cancellieri: ci comporteremo da istituzioni, ma chiediamo rispetto e, come sempre, offriamo collaborazione», ha scandito il presidente dell'Anci. Con la conferenza stampa di oggi è stata avviata la campagna di mobilitazione dei sindaci - che impegnerà l'Anci fino al 24 maggio, quando è prevista una manifestazione di tutti i sindaci a Venezia - per chiedere modifiche immediate all'Imu. «Lo stesso premier Monti ha invitato chi avesse altre idee ad esporle - ha affermato Delrio - ed eccoci qui: chiediamo modifiche immediate all'Imu, in modo che diventi per davvero una tassa municipale. Siamo disposti a rinunciare a tutti i trasferimenti statali in modo proporzionale alle entrate dell'Imu, ma queste entrate devono rimanere per intero sui territori, perch‚ i cittadini hanno diritto di poter vedere in modo oggettivo che fine fanno le loro tasse e noi su questo dobbiamo essere giudicati. Deve sparire la quota statale – ha concluso Delrio - e il governo, se lo ritiene opportuno, potrà cedere istituendo una patrimoniale vera e non mascherata». L'Imu è un'Ici geneticamente modificata - ha sostenuto Castelli - ma bisogna evitare che si finisca per legittimare l'evasione fiscale». A tal proposito Delrio è stato chiaro: «non vogliamo la disobbedienza fiscale, semmai evitare che parta una protesta disordinata. La proposta di Maroni è legittima dal punto di vista politico ma presto anche la Lega si accorgerà che la disobbedienza fiscale è tecnicamente impossibile». Per Alemanno, infine, su questa battaglia l'Anci è compatta: se si è arrivati a questo punto «è anche per la mancanza di risposte da parte del Governo: da tempo chiediamo a Monti un incontro che non è mai arrivato».  

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