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Pressioni sui politici per i fondi a L'Avanti

Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti, appena sbarcato dal Boeing 777 dell'Alitalia atterrato a Fiumicino da Buenos Aires

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«Certo che conosco Valter Lavitola. Mi fu presentato da Silvio Berlusconi come suo uomo di fiducia ad un pranzo durante il mio viaggio in Italia». Il presidente di Panama Ricardo Martinelli dopo quattro giorni di bufera politica rompe il silenzio con una conferenza stampa da Palacio de las Garzas, trasmessa a reti unificate, per «difendere il suo onore e quello di Panama» dalle accuse emerse dall'inchiesta dei pm di Napoli. Il capo di Stato ripete - come aveva già fatto dal suo account Twitter nei giorni scorsi - di non aver ricevuto mazzette per l'assegnazione di appalti a imprenditori italiani e accusa la stampa locale di condurre una campagna ostile alimentata dall'opposizione, che verrebbe imbeccata dall'imprenditore Mauro Velocci, il teste-chiave degli inquirenti napoletani. Parlando dei suoi rapporti con Valter Lavitola, il presidente di Panama spiega di averlo conosciuto nel suo primo viaggio in Italia, quando era andato in visita da papa Benedetto XVI e da Silvio Berlusconi. L'ex direttore de L'Avanti gli era stato presentato durante un pranzo ufficiale, dall'allora premier. All'incontro conviviale c'erano sei italiani e sei panamensi, tra questi l'ex ministro degli Esteri Juan Carlos Varela, ora uno dei capi dell'opposizione nella repubblica centroamericana. Berlusconi «mi disse che il signor Lavitola era un uomo di sua fiducia - ha detto Martinelli - e che si sarebbe occupato delle relazioni con Panama». E in questo modo spiega anche lo scambio di mail intrattenuto col faccendiere. Il presidente afferma di non avere alcuna intenzione di andare in Italia a farsi ascoltare dai magistrati e di essere convinto che «tutta questa telenovela» si concluderà presto. «In modo categorico posso dire che non c'è stato nessun membro del mio governo che abbia ricevuto un centesimo da Svemark (il consorzio di aziende italiane - ndr) o da qualsiasi altra impresa», spiega Martinelli, che stigmatizza le pubblicazioni delle denunce «prive di fondamento» di Velocci, una persona - sottolinea - che ha a che vedere «col consumo di droga e di dubbia reputazione», «che mostra in questo modo il suo risentimento verso il governo di Panama per non aver ottenuto il contratto per la costruzione delle carceri modulari». Intanto ieri a Roma c'è stato un vertice tra magistrati, un'occasione per condividere gli «spunti investigativi» e fare ordine tra le diverse inchieste che ruotano attorno a Valter Lavitola. I sostituti procuratori di Napoli Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock e il procuratore aggiunto Francesco Greco si sono incontrati con i colleghi della capitale (il procuratore Giuseppe Pignatone, Paolo Ielo e Laura Condemi, e l'aggiunto Alberto Caperna). Come detto, un colloquio per fare il punto sulle indagini condotte dai rispettivi uffici ma con aspetti in comune, in particolare quelle sulla cosiddetta P4 e sugli appalti di Finmeccanica. Nessuno scambio di atti ma solo «un doveroso» scambio di informazioni, spiegano i magistrati. Intanto, dalla lettura dei documenti allegati, emergono nuovi particolari sull'inchiesta per i finanziamenti a L'Avanti. Per ottenere i finanziamenti pubblici - emerge da una intercettazione telefonica - la cui erogazione era a rischio per mancanza di fondi, il direttore del quotidiano Valter Lavitola faceva pressioni su politici di diversi partiti. Gli inquirenti hanno esaminato una telefonata tra il giornalista e Vincenzo Ghionni, suo socio. Lavitola e Ghionni hanno calcolato il loro fabbisogno in 70 milioni, ma lo stanziamento da parte del governo non è certo. La sintesi della conversazione è riportata nel brogliaccio degli investigatori. Ghionni «dice di aver chiamato la Lega, di aver allertato l'amministratore delegato della Padania... poi ha parlato con l'Udc, con Adornato e la prossima settimana parlerà con Gentilone». Lavitola «gli dice che Bonaiuti ha scritto una lettera a Tremonti ed a Canzio, Tremonti gli ha risposto che i soldi non li ha in quanto non è stato fatto il gettito di entrata, che comunque lo farà solo se glielo dice Berlusconi al quale ha mandato un appunto che lui ancora non legge, mentre Fini si sta muovendo». Sulla vicenda dei finanziamenti fu interrogato lo scorso anno dai pm, in qualità di testimone, anche l'ex ministro e coordinatore di Forza Italia e Pdl Sandro Bondi. L'importo delle inserzioni pubblicitarie di Forza Italia e Pdl sul quotidiano Avanti nel 2008, nell'ambito di una campagna di comunicazione che costò complessivamente oltre cinque milioni di euro, fu di 1.889.577 euro. Un costo che ai pm appare incongruo rispetto alla diffusione del giornale.

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