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Da Citaristi a Lusi Nel mirino il «cassiere»

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Allorasi parlava di Citaristi e Balzamo, oggi di Lusi e Belsito. Severino Citaristi era il segretario amministrativo della Dc quando il 12 maggio 1992 incassò il primo avviso di garanzia. Ne seguirono decine di altri. Gli furono inflitte condanne (in parte definitive) per oltre 30 anni. Ma subì un solo arresto, ai domiciliari e non andò mai in carcere a causa delle sue sempre precarie condizioni di salute. Percorso analogo per Vincenzo Balzamo, tesoriere del Psi. Il 14 ottobre del 1992 ricevette un avviso di garanzia in cui i magistrati ipotizzavano i reati di corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Pochi giorni dopo venne colpito da infarto e morì. Gli avvisi di garanzia non risparmiarono Marcello Stefanini, tesoriere del Pci-Pds. Coinvolto in diversi filoni d'inchiesta, morì nel 1994. Con un salto di quasi vent'anni si arriva al 2010. L'affaire è quello della casa di Montecarlo - lasciata in eredità da una nobildonna ad An - che ha coinvolto Gianfranco Fini. Il senatore Francesco Pontone, ex tesoriere del partito finisce nel registro degli indagati per truffa aggravata. Il gip dispone l'archiviazione sia per lui che per Fini. Nel novembre dello scorso anno è il segretario amministrativo dell'Udc, Giuseppe Naro, a finire indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Enav. L'accusa è di finanziamento illecito ai partiti.

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