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S&P: bene Monti ma non basta. Fornero: una sberla

Il presidente del Consiglio Mario Monti

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La politica italiana "è profondamente cambiata" con il nuovo governo guidato da Mario Monti ma i progressi "non sono sufficienti a superare i venti contrari" soprattutto perché finora la dirigenza politica europea non si è rivelata all'altezza della situazione, al contrario della Banca Centrale Europea che ha giocato un ruolo "costruttivo". L'Italia con la Spagna è tra i "più vulnerabili" a rischi sistemici con un "immediato peggioramento" della situazione economica. Moritz Kraemer, direttore generale di Standard&Poor's, in una conference call ha spiegato le ragioni della pesante decisione di tagliare il rating dell'Italia con altri paesi europei tra cui la Francia, e pur riconoscendo come l'Italia non abbia avuto problemi a collocare i sui titoli di stato nei giorni scorsi, ha chiarito che "i rischi di finanziamento sono ancora molto presenti". Fornero: è stata una sberla Per l'Italia insomma quella di Standard&Poor's è stata una "sberla". Così il ministero del lavoro Elsa Fornero, senza giri di parole, ha definito la decisione dell'agenzia di rating. Per la Fornero la decisione "ci butta indietro rallentando il recupero". Ma non per questo il Paese deve scoraggiarsi, anzi deve andare avanti sulla strada delle riforme. La Fornero ha escluso il rischio di un collasso dell'euro, scenario per altro non preso in considerazione neppure dall'agenzia di rating ma ha chiesto che l'Europa faccia qualcosa in più: "Bisogna fare un passo in più anche dal punto di vista politico e fiscale", ha detto. Napolitano: urgente l'unità politica dell'Ue Una considerazione questa su cui è intervenuto anche il Capo dello stato: "Le profonde trasformazioni in corso su scala mondiale evidenziano l'urgenza per Europa di mettere in campo la più forte volontà comune nel procedere senza esitazioni sulla via dell'unità politica e dell'effettiva unione economica", ha detto Giorgio Napolitano. Del resto proprio questo è stato un altro dei punti critici su cui è intervenuta l'agenzia di rating: i rischi derivano anche dalla mancanza di unione dell'Europa e dei suoi leader, che secondo Kramer sono "in ritardo". Inoltre esiste un rischio crescente di "avversione alle riforme" tra le popolazioni di quei Paesi, come Grecia e Italia, che stanno sopportando "i grandi sacrifici che molti di questi programmi di austerità richiedono". S&P non esclude altri tagli del rating Kramer non ha escluso ulteriori declassamenti in futuro per i Paesi dell'area euro, notando come le probabilità di un'ulteriore recessione nel primo semestre del 2012 siano del 40%, mentre la seconda metà dell'anno dovrebbe invece far registrare un miglioramento. Standard &Poor's emetterà inoltre "in tempi molto brevi" la propria valutazione del Fondo di Stabilità europeo (Efsf). La decisione dell'agenzia tuttavia non è piaciuta all'Associazione bancaria italiana che la ha definita "ingiustificata e irresponsabile" e ha chiesto che sia modificata la disciplina sull'uso dei rating esterni nelle valutazioni delle Autorità né al ceo di Generali, Giovanni Perissinotto per cui S&P ha agito "fuori logica".  

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