La sforbiciata preannunciata a dicembre scorso
L'agenziaaveva motivato l'avvio della procedura con cinque fattori interconnessi di «stress sistemico»: il peggioramento delle condizioni del credito nell'Eurozona, l'aumento dello spread per diversi paesi, anche con tripla A, il persistente disaccordo fra i leader europei sulle misure per ridare fiducia ai mercati, l'elevato livello di debito pubblico e privato in gran parte dell'eurozona e il crescente rischio di recessione nell'Eurozona nel 2012. S&P aveva spiegato di voler concertare la propria osservazione su tre elementi, quelli politici, quelli esterni e quelli monetari, questi ultimi focalizzati sulle mosse della Banca Centrale europea. In quella nota l'agenzia aveva anticipato di voler limitare eventuali downgrade a un solo livello nel caso di Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Olanda e Lussemburgo e a due livelli per i restanti paesi, fra cui Francia e Italia.
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