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Monti ha la fiducia: Veni, Vidi... Ici

Il premier Mario Monti durante la lettura del suo programma di governo

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Saranno le pensioni, la riforma del mercato del lavoro, i tagli alla casta ma soprattutto la patrimoniale e l'Ici i punti sui quali si misurarà la forza del governo di Mario Monti. E non sarà un cammino facile in Parlamento giacchè i veti incrociati si sono già manifestati con chiarezza. Con un discorso di 45 minuti Monti ha presentato il programma di governo in Senato che gli ha dato la fiducia con 281 sì, 25 contrari e nessun astenuto. Oggi sarà la volta della Camera. Ha esordito richiamando il valore della partecipazione all'Unione europea e all'Eurozona e mettendo in guardia dal rischio del «fallimento». «Se non troveremo unità d'intenti, saranno le fasce deboli a sperimentare condizioni ben più dure» è stato il suo monito lanciando lo slogan «l'Europa siamo noi». Ma «i sacrifici necessari per ridurre il debito e per far ripartire la crescita dovranno essere equi». Rigore di bilancio, equità e crescita, sono le parole chiave del programma di Monti che ha parlato di «governo di impegno nazionale» nato per affrontare «con spirito unitario una situazione di estrema emergenza». Quanto al profilo tecnico del governo, Monti spiega di aver inteso «il mio servizio allo Stato non certo con la supponenza di chi, considerato tecnico, venga per dimostrare un'asserita superiorità della tecnica rispetto alla politica. Al contrario, spero che il mio governo ed io potremo, nel periodo che ci è messo a disposizione, contribuire in modo rispettoso e con umiltà a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni, i cittadini alla politica». «La gravità della situazione - aggiunge Monti - richiede una risposta pronta e decisa, con un'equa ripartizione dei sacrifici». Poi invita i partiti ad archiviare la stagione delle polemiche sopra le righe, a «superare una fase di dibattito molto acceso e prendere provvedimenti all'altezza della situazione». Monti inquadra la crisi che sta vivendo l'Italia nelle più ampie fibrillazioni europee: la crisi «è internazionale, lo dico anche per evitare demonizzazioni e l'Europa sta vivendo i giorni più difficili dal secondo dopoguerra».   L'Italia deve uscire dall'angolo: bisogna «evitare che qualcuno ci consideri l'anello debole dell'Europa, altrimenti ci ritroveremmo soci di un progetto elaborato da Paesi che guardano anche ai loro interessi nazionali, nei quali non c'è necessariamente un'Italia forte». L'elenco delle misure da prendere parte dal pareggio di bilancio in Costituzione, misura da completare affidandone la verifica a una «autorità indipendente», dato che «la credibilità è un requisito essenziale». Nell'immediato, il governo darà attuazione alla manovra estiva, e deciderà nei prossimi giorni se ci sarà bisogno di «eventuali correttivi». La delega fiscale e assistenziale andrà approvata «al più presto». E anche la politica dovrà dare il buon esempio: «Di fronte ai sacrifici che dovranno essere chiesti, è ineludibile contenere i costi degli organi elettivi». In più Monti annuncia un programma per la revisione della spesa dell'amministrazione pubblica. Ma le novità più importanti arriveranno dalla previdenza, dalla lotta all'evasione, dalla casa e dal mercato del lavoro. Il sistema pensionistico italiano, dice il professore, contiene «ampie disparità tra diverse generazioni e categorie di lavoratori». C'è materia su cui intervenire. Il che lascia presagire l'introduzione del pro rata per il contributivo sul quale peraltro il neoministro del Welfare Fornero, si è più volte spesa in passato. Centrale la lotta all'evasione da condurre anche con «il monitoraggio delle ricchezze accumulate» e riducendo la soglia per l'uso del contante, potranno arrivare le risorse per far scendere le aliquote. «La pressione fiscale in Italia è elevata, sarà possibile una riduzione graduale del prelievo». E questo si farà, promette il premier, non solo contestualmente al taglio degli sprechi ma anche prima. Sul versante casa, Monti fa intravedere una reintroduzione dell'Ici sulla prima casa. Il premier dice infatti che bisognerà «riesaminare il peso del prelievo della ricchezza immobiliare», perché «l'esenzione dell'Ici sulla prima casa costituisce una peculiarità dell'Italia, se non un'anomalia». Meno tasse sul lavoro e più su consumi e proprietà. Monti promette anche un «calendario puntuale» di dismissioni del patrimonio pubblico. Mercato del lavoro: il presidente del consiglio si scaglia contro quel «mercato duale» dove «alcuni sono totalmente tutelati e altri sono del tutto privi di tutela». C'è bisogno di più mobilità, ma nuove regole, promette Monti, riguarderanno «solo i nuovi rapporti di lavoro mentre non verranno modificati i rapporti in essere». Novità in arrivo anche per la contrattazione, il cui baricentro dovrà essere «spostato verso il luogo di lavoro». Tra le priorità indicate, quella di un maggiore inserimento delle donne e dei giovani nel mercato del lavoro: per le donne Monti pensa a forme di «tassazione più favorevole»; per i giovani è essenziale puntare a un «accrescimento dell'istruzione». Bisognerà anche provvedere al superamento delle «chiusure corporative» nel mondo delle professioni. Insomma, tutto quanto si potrà fare per «rimuovere gli ostacoli alla crescita» andrà fatto. Nella replica, a braccio alla discussione in Aula, Monti ha risposto a chi lo ha attaccato per presunti legami con i poteri forti. «Permettetemi di rassicurarvi. Non ci sono complotti internazionali nè da parte dei poteri forti o superpotenze in Usa e in Europa». E ha ricordato la sua azione da commissario europeo: «non sono sicuro che le multinazionali mi abbiano colto come un loro devoto e disciplinato servitore». Ha sottolineato che in varie occasioni si è mosso «in antitesi ai governi dei maggiori Paesi europei». Monti ha ribadito di riconoscere «il primato della politica» e rivolto alla Lega, che durante il suo discorso ha rumoreggiato, ha detto che seguirà «da vicino il processo di attuazione del federalismo fiscale».

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