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Moretti: «Indignati? Vogliono tutti il posto fisso»

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Noncapisco veramente la cultura che ha alimentato gli scontri di piazza san Giovanni. Bisogna lavorare senza avere garanzie a priori, perché ormai non ce le può dare nessuno». Anche l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti entra nel dibattito scatenato dalla manifestazione degli indignados e dagli scontri di sabato a Roma. E lo fa riservando una critica neanche troppo velata ai ragazzi che erano in piazza. «La cosa migliore è guardare al futuro - spiega - con tanto lavoro e tanto sudore». Ma non è l'unico commento che Moretti fa sulla situazione di tensione che attraversando il Paese in questo momento. Domenica a Chiomonte torneranno in marcia i No Tav e l'ad di Ferrovie si rivolge anche a loro: «In tutto il mondo e in Europa si punto a un modello di vita dal punto di vista ecologico, ma per cambiare bisogna mutare stili di vita. Non bisogna più pensare che le automobili possano essere i mezzi del futuro. Se non parte il progetto saremo solo più inquinati e fuori gioco». Per il resto Moretti traccia un bilancio e parla del futuro dell'azienda. Annuncia che a fine novembre, il 28, verrà inaugurata alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano la stazione di Roma Tuburtina, la prima delle sei nuove stazioni dell'Alta Velocità. Due mesi dopo sarà la volta di Torino Porta Susa. Quindi parla delle attività internazionali da cui arriva circa un miliado di fatturato. «Il gruppo - precisa - è già presente nei Paesi emergenti. Siamo in tutto il mondo:in Australia, nel Mediterraneo, in Asia e nel Sud America. Ci siamo anche, se non con delle partecipazioni, con la società di ingegneria Italferr e con le società di gestione Grandi Stazioni e Cento Stazioni: in India stiamo valutando se ci possono essere delle collaborazioni sulla parte ingegneristica». Da questo punto di vista Ferrovie, con la collaborazione del gruppo Tata, è in corsa per la ricostruzione della stazione di Nuova Delhi. Ed è qui che Moretti si abbandona ad una considerazione: «L'India è un Paese completamente diverso dal nostro. L'Italia sta attraversando una fase decadente, l'India ormai è emersa ma è piena di "colli di bottiglia" da tutti i punti di vista. Ma se il trend degli indiani prosegue e il nostro viene mantenuto ci supereranno».

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