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Tra Fini e Berlusconi è battaglia per il Colle

Umberto Bossi, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi

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Contro i pm, e non è una novità. Ma stavolta anche contro il Quirinale. Il ciclone Silvio Berlusconi torna ad abbattersi sulla campagna elettorale. E Fini torna a scagliarsi contro di lui. Siamo allo scontro istituzionale. Le cariche usate come armi contundenti. Si comincia da Crotone. È il solito Cavaliere. Con tanto di attacchi, battute e naturalmente anche gaffe. Dice il Cav. dal palco di Crotone: «Via Casini e via Fini, abbiamo una maggioranza coesa, politicamente compatta».  «La maggioranza che potrà farci riuscire ad approvare la riforma dell'architettura istituzionale, la riforma della giustizia e la riforma tributaria».Tutto bene se la candidata a sindaco, Dorina Bianchi, non fosse proprio dell'Udc, sebbene il premier la consideri ormai nella sua mente in "quota Vaticano". Le toghe vengono di nuovo trascinate nel tritacarne della propaganda: «Ora che ci sono le elezioni i pm di Napoli hanno chiuso le discariche, io porterei i rifiuti da loro in Procura», afferma il premier. E insiste: «Siamo intervenuti con l'esercito, speriamo sia l'ultima volta e che con queste elezioni torni il buon governo». Quindi lo sfogo: «La sovranità in questo momento, con questa malattia della democrazia, è dei pm della sinistra: questo noi non possiamo tollerarlo». E se questa è la premessa, la promessa successiva è che bisogna mettere mano alla Costituzione e prevedere un riequilibrio dei poteri: «Bisogna cambiare la composizione della Corte costituzionale, cambiare i poteri del presidente della Repubblica e come in tutti i governi occidentali dare più potere al presidente del Consiglio e al governo. Questa riforma è indispensabile e la presenteremo presto in consiglio dei ministri». Parole che scatenano la reazione a distanza di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera, che invece si trovava a Napoli, replica: «Attaccare il Capo dello Stato è da immaturi. Bisogna tenere al di sopra della mischia le figure istituzionali». E rincara la dose nella speranza di lucrare qualche voto nella corsa degli anti-Cav: «Mi sembra un'offesa all'intelligenza comune - spiega il presidente della Camera - prendersela con la magistratura inquirente. Ci sarà anche un problema legato alla chiusura di qualche discarica ma quello dei rifiuti è un problema che chiama in causa la cattiva politica delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali. È un problema di malapolitica - conclude - il presidente della Camera - e non dei pm che non possono essere sempre accusati di tutto quanto accade». Berlusconi tira dritto. E difende pure la decisione di aumentare il numero dei componenti del governo (che invece era stata criticata da Napolitano): «Contro le critiche della sinistra che leggerete sui giornali, vi dico che è già pronta una legge che sarà portata al prossimo Consiglio dei ministri» per fare le nuove nomine. Ci sarà «un sottosegretario per ogni ministero. Noi siamo cinquantanove in tutto, mentre con Prodi erano più di cento». «Dopo le amministrative il centrodestra presenterà «una grande legge di iniziativa popolare, con i gazebo, proponendo il dimezzamento del numero dei parlamentari della Camera e del Senato. Non tutti saranno contenti fra i parlamentari, perché è come chiedere ai tacchini di raddoppiare il Natale, ma noi procederemo in modo scaglionato». Il presidente del Consiglio prende poi di mira i leader della sinistra. Dice che sono «sempre incazzati» e che in realtà «non è che si lavino molto». Essendo «costretti a venire in Parlamento - è il concetto completo - devono andare in bagno e sono costretti a farsi la barba, ma non è che si lavino molto...».

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