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La Boccassini "salva" Ronaldo

Ruby Rubacuori in discoteca

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«Perseguiamo reati, non ci interessano le vite private delle persone». Il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati è stato fin troppo chiaro. Quella avviata dai «suoi» magistrati è un'indagine seria non certo un'operazione politica. Se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commette reati va perseguito perché la legge, si sa, è uguale per tutti. Chissà cosa dirà ora che Repubblica, grazie alla penna dei suoi valenti cronisti giudiziari guidati dall'infaticabile Giuseppe D'Avanzo, ha svelato un segreto inconfessabile: non tutti i reati sono stati perseguiti. O meglio, c'è qualcuno che ha ricevuto dalla Procura un trattamento di riguardo. E non un personaggio qualsiasi ma addirittura il calciatore Cristiano Ronaldo, classe 1985, Pallone d'oro nel 2008, stella della Nazionale portoghese, del Manchester United, in passato, e oggi del Real Madrid. Cosa c'entra Ronaldo con Ruby? Ce lo spiega Repubblica pubblicando altri stralci degli interrogatori della diciottenne marocchina. Davanti ai magistrati la ragazza confessa: «L'unica volta che sono stata pagata per un rapporto sessuale è stato quando ho incontrato il calciatore Cristiano Ronaldo». Verità? Finzione? Da quanto ci riferisce D'Avanzo Ruby ricorda addirittura la data di quel primo incontro: 29 dicembre 2009. I due, stando alla ricostruzione della diretta interessata, si incontrano anche in seguito («lui sapeva della mia età e ci siamo rivisti varie volte ancora al ristorante»). Fino a quando, «circa tre settimane dopo, abbiamo deciso di fare l'amore e ci siamo incontrati in un hotel lussuoso dove alloggiava». La marocchina racconta di aver ricevuto indicazioni di recarsi direttamente nella suite al quinto piano e che nessuno le ha fatto domande («non avevo, come non ho neanche adesso, i documenti»). Dopo il rapporto i due si addormento e, al risveglio, l'amara sorpresa: «Sul comodino c'era un biglietto "Spero che quando torno non ti trovo nella stanza. I soldi li trovi vicino alla borsa"». Ronaldo le aveva lasciato 4.000 euro. Ruby, racconta, lascia l'albergo piangendo. Incontrerà Ronaldo altre due volte. Una in cui gli svuoterà in testa una bottiglia di champagne e gli getterà addosso «le banconote da 500 euro». L'altra in cui il calciatore, in partenza per i Mondiali, si scuserà con lei per il suo comportamento. In quell'occasione la marocchina è diretta in una comunità d'accoglienza: «Mi ha accompagnato fino all'istituto, e anche le suore lo hanno visto e si sono incuriosite». Il racconto non può non sollevare una domanda: perché la Procura non ha indagato Ronaldo per prostituzione minorile come il Cavaliere? Sapeva che Ruby aveva 17 anni, ha sicuramente fatto sesso con lei e l'ha pagata. Secondo D'Avanzo la Procura non ha potuto controllare l'episodio (ma non bastava chiedere alle suore?) e comunque «può darsi» che la ragazza confonda un calciatore con un altro. Sia come sia è chiaro che in questo caso la Procura non ha perseguito il reato. Dopotutto l'articolo 600 bis del codice penale è chiaro: «Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da lire trenta milioni a lire trecento milioni». Almeno che non si pensi che Ruby abbia raccontato una balla colossale. E allora...  

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