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«Abbassare i toni in tv»

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«Neitelegiornali - spiega il Capo dello Stato incontrando i giornalisti della redazione del quotidiano L'Eco di Bergamo - viene dato uno spazio assolutamente abnorme alle notizie di cronaca nera e giudiziaria a scapito di notizie essenziali che finiscono per essere assenti, come le informazioni di politica internazionale». L'inquilino del Colle critica anche i toni di alcuni media: «Abbiamo molto spesso un'informazione gridata, altro che abbassare i toni, con una gara a chi grida di più. È una cosa che preoccupa è come sia difficile sottrarsi a questa rincorsa che finisce per immiserire l'informazione». Le parole del Capo dello Stato vengono recepite dai direttori dei telegiornali di Rai e Mediaset, anche se in generale ognuno, pur condividendole, rivendica l'equilibrio del proprio notiziario. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ricorda: «Quando abbiamo aperto con le notizie provenienti dalla Tunisia, invece che sul caso Ruby, siamo stati ampiamente criticati. Avevamo invece capito l'importanza di quello che succedeva in una zona strategica». Più articolato il commento del direttore del Tg5 Clemente Mimun secondo cui «è assolutamente vero che l'informazione italiana, anche quella dei telegiornali, non dedica spazi sufficienti alle questioni internazionali. Ma va anche detto che misteri, delitti e cronaca giudiziaria suscitano da sempre molto più interesse nei lettori e nei telespettatori italiani, rispetto alla politica internazionale». Quanto ai richiami alla sobrietà, per Mimun «anche qui Napolitano è nel giusto, ma è la politica che deve abbassare i toni affinché giornali, gr e tg, possano descrivere un confronto e non uno scontro».

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