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Voto sui 5 punti anche al Senato Incontro tra Fini e Lombardo

Maurizio Gasparri

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Il governo illustrerà i cinque punti per il rilancio della sua azione anche al Senato nella settimana dal 27 settembre al 2 ottobre. Seguirà dibattito e ci sarà anche un voto. Lo ha reso noto il presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri, al termine della Conferenza dei capigruppo. Intanto continua la ricerca di deputati disposti a entrare nel "gruppo di responsabilità" a sostegno della maggioranza. "Non mi pare che sia stato notato - afferma il capogruppo dei senatori Pdl - che molti di coloro di cui si parla sono stati eletti con il Pdl o in alleanza con il Pdl. Lo stesso Nucara, segretario del Pri, è stato eletto con il Pdl. Come Giorgio La Malfa che, per carità, ha diritto di cambiare idea. Lo stesso Mpa era alleato con il Pdl". Per Gasparri la discussione riguarda soprattutto i settori centristi e cattolici che "potrebbero condividere alcune scelte. D'Altronde l'Udc è stato nostro alleato alle amministrative in regioni come Lazio, Campania e Calabria". INCONTRO LOMBARDO, FINI, UDC - Raffaele Lombardo, intanto, è volato a Roma per incontrare Gianfranco Fini e l'Udc, poi uomini a lui vicini lasciano trapelare che l'intesa politica con i finiani è stata raggiunta. Ma la componente siciliana di Fli tira il freno a mano. Dice Pippo Scalia, a capo dei finiani sull'Isola: "Al momento non persistono le condizioni per procedere ad una nuova composizione del governo regionale, rimangono forti perplessità sul programma e sulla natura della nuova giunta". Dello stesso avviso Antonino Lo Presti: "Così non va, siamo sempre stati leali a Lombardo e vogliamo che sia riconosciuto il peso della nostra componente nel nuovo governo regionale". Quello che non piace ai finiani, che pure assicurano saldo il rapporto tra Lombardo e Fini sulle questioni nazionali, è che nella nuova giunta uscirebbe ridimensionato il ruolo di FLi. Occorre chiarezza, sottolinea una fonte, e occorre chaiarire il ruolo che avrà il Pd.   "IL GRUPPO DI GIUDA" - Sul fronte dell'opposizione Antonio Di Pietro bolla l'operazione del gruppo di "responsabilità nazionale" come "l'iniziativa di Giuda". "Questi signori che sono stati eletti e hanno preso i voti per un programma e per una coalizione e, successivamente, se ne vanno da un'altra parte, formano - sostiene il leader dell'Italia dei Valori - il gruppo di quelli che tradiscono per trenta denari e che faranno la fine politica dei Giuda". "Questo governo - sottolinea Di Pietro - se non ha i voti per governare deve andare a casa e i cittadini devono avere la possibilità di eleggere un nuovo Parlamento che deve mettere al primo posto e avere come priorità la questione morale e la non candidabilità dei condannati". Intanto, proprio dall'Idv fioccano le smentite e le azioni legali - a riprova del clima che si respira a Montecitorio - su eventuali defezioni a favore del nuovo gruppo. "Smentisco categoricamente e con il massimo disprezzo - dice Gaetano Porcino - le indiscrezioni che mi vedono tra i componenti del nuovo gruppo a sostegno dell'esecutivo di Berlusconi".  

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