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Calabria, piano del governo per battere la mafia

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Loapproverà il Consiglio dei ministri simbolicamente convocato per domani a Reggio Calabria, teatro in questo inizio di 2010 di attentati e intimidazioni contro magistrati in prima linea nella guerra alla 'ndrangheta. La firma del provvedimento è quella dei ministri di Interno e Giustizia, Roberto Maroni ed Angelino Alfano, che hanno lavorato in questi mesi alle misure. Che saranno finanziate dal Fondo unico della giustizia, alimentato dalle risorse tolte alla criminalità organizzata. Attualmente il Fug ha in dote un miliardo e 600 milioni di euro. Fulcro del piano è la creazione - proprio a Reggio Calabria, in un immobile sottratto ai clan - dell'Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, oltre 12mila solo negli ultimi 18 mesi, per un valore di più di 7 miliardi di euro. Nel piano ci sarà poi l'istituzione di un Codice antimafia, una raccolta di tutte le leggi di contrasto alla criminalità organizzata approvate fino ad oggi. Un modo per razionalizzare in un testo unico l'enorme mole di provvedimenti in materia presenti nella legislazione nazionale. Non mancheranno quindi una serie di misure organizzative per potenziare ed ottimizzare l'attività delle forze dell'ordine sul territorio, puntando ad evitare sovrapposizioni e sprechi di risorse come la creazione di una mappa nazionale delle organizzazioni criminali e l'istituzionalizzazione di un sistema di informazione sui clan attraverso un desk interforze.

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