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Suicidi in cella, emergenza nazionale

Carcere

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Le carceri nel caos. Lo scorso anno si è chiuso con ben 72 suicidi dietro le sbarre e oltre 170 morti. Tra loro anche il caso di Stefano Cucchi che ha acceso i riflettori su una realtà troppo spesso sottovalutata. Sucidi anche tra gli agenti della polizia penitenziaria anche loro troppo spesso dimenticati. Le condizioni di vita negli istituti di pena italiane sono a parere di tutti, insostenibili. E lo dimostrano i continui episodi drammatici che si ripetono da Nord a Sud della Penisola. Dopo i quattro suicidi già consumatisi in questo inizio d'anno, un detenuto ha tentato di togliersi la vita ieri sera nel carcere di Marassi a Genova ingerendo i detersivi che aveva in uso nella cella. Lo ha denunciato Fabio Pagani, della Uil Pa, spiegando che l'uomo, A. W., 32 anni, marocchino, è stato soccorso dal personale e trasportato in infermeria per le cure del caso ma ha rifiutato la lavanda gastrica. «Rientrato in cella - ha spiegato Pagani - si è cosparso del gas liquido della bomboletta e ha cercato di darsi fuoco ma il tempestivo e coraggioso intervento degli agenti penitenziari ha impedito che si realizzasse l'insano proposito». I sindacati sono preoccupati per l'escalation di episodi violenti: dalle aggressioni al personale a quelli di autolesionismo. L'emergenza carceri è al primo posto dell'agenda del governo ma è la prima voce a essere rinviata. Ne sa qualcosa il Direttore del Dipartimento amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, nominato lo scorso anno commissario straordinario per le carceri. Ionta, una carriera da magistrato in prima linea e blindato per via delle sue inchieste sul terrorismo, nell'aprile 2009, precisamente il 27 aprile, presentò al ministro della Giustizia Alfano e quindi al governo, un dettagliato piano di risttrutturazione e ammodernamento per gli istituti di pena italiani. A oggi poco o niente è stato fatto. E le celle scoppiano: aumentano i detenuti in attesa di giudizio e il personale è sempre più scarso. Mancano all'appello tremila agenti. Nelle carceri italiane ci sono 64.406 detenuti, di cui circa il 37% sono stranieri, mentre la capienza regolamentare è di 44.066 posti. I numeri del Dap, aggiornati allo scorso 4 gennaio, riferiscono di una situazione di drammatico sovraffollamento, testimoniata anche dai quattro suicidi in cella in appena otto giorni. Seppure la capienza tollerabile delle carceri sia stata portata a 66.563 posti grazie a una serie di interventi di ristrutturazione compiuti nel 2009, le carceri letteralmente scoppiano. Tra oggi e domani Ionta incontrerà i suoi più stretti collaboratori e i vertici dell'Amministrazione per affronatre il problema dei suicidi in carcere. Oggi pomeriggio è convocata una riunione alla Camera per la discussione, tra l'altro, di alcune mozioni sulle carceri.  

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