Eroi di tutti i giorni
Eroi di tutti i giorni, uomini pronti a partire in qualsiasi condizione pur sapendo che in gioco c'è la propria esistenza. Ma per loro, innanzitutto, c'è quella degli altri. Un pensiero a chi, quelli del Soccorso Alpino, quotidianamente rischia la vita e, purtroppo, qualche volta la perde. A causa dell'imprudenza scellerata di altri, per colpevole trasgressione di norme basilari da parte di chi si dice innamorato della montagna, ma non la rispetta. Così sono morti i quattro esperti soccorritori del Trentino, sepolti dalla neve di una valanga, così come i due turisti friulani dispersi nel tardo pomeriggio di sabato. Testimone solo la neve pesante, carica della pioggia dei giorni passati, rimasta tutta scomposta, a valle di pendii ripidi e scoscesi, completamente senza alberi. È lo stesso scenario lasciato forzatamente l'altra notte, dopo che alle 18 di sabato l'allarme era scattato per i due turisti, sotto una valanga. Poi un'altra, vigliacca, nel buio, rischiarato solo dalle torce frontali, aveva sorpreso alle spalle intorno alle 19 i soccorritori. Teatro della sciagura, l'Alta Val di Fassa, per l'esattezza la Val Lasties, tra il Pordoi, vicino al gruppo del Sella, a 2.750 metri di quota. Del Soccorso Alpino si erano precipitati in sette: uno è uscito illeso, due feriti, dimessi ieri dall'ospedale, ma sotto choc, e quattro morti, estratti dalla neve già nella notte di domenica. Turisti introvabili invece nel buio, fino all'alba di ieri. Perché a mezzanotte restava alto il rischio di altre valanghe. Ecco i nomi delle vittime, i loro volti, splendidi nella gioia della missione, li abbiamo pubblicati in alto, come meritano: Alessandro Dantone, 39 anni, Ervin Riz, 32, Diego Perathoner, 42, Luca Prinot, 43 anni. Tutti della val Di Fassa, tutti esperti ai massimi livelli. I due turisti deceduti erano arrivati da Udine per una breve vacanza: Fabio Baron, 30 anni, originario del capoluogo, e Diego Andreatta, 31 anni, nato a Palmanova. A rimanere feriti, tra i soccorritori, Roberto Platter e Sergio Valentini. Entrambi in ospedale dalla notte per ipotermia, ieri in discrete condizioni fisiche, ma molto provati psicologicamente, ancora più dei colleghi che hanno seguito l'accaduto via radio o che sono intervenuti subito dopo la tragedia. A rimanere illeso, tra i sette accorsi per primi, è stato Martin Riz che, sfiorato dalla seconda valanga, ha allertato gli ulteriori soccorsi e ieri, provato dalla tragedia ha detto: «Sono stato fortunato. Non so se farò altri soccorsi. Ho una famiglia cui badare». Ieri mattina presto è giunto il cordoglio del Capo dello Stato, attraverso un messaggio al presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai. «A lei, signor presidente - ha scritto Napolitano - la mia solidarietà ed affettuosa vicinanza e la prego di rappresentare ai familiari delle vittime la mia commossa partecipazione al loro cordoglio e ai feriti gli auguri di una pronta guarigione». Infine, un ragazzino tedesco di 12 anni, Maximilian Conrad, è morto ieri travolto da una valanga mentre stava sciando con il suo snowboard fuori da una pista battuta: la tragedia si è consumata a 2.800 metri di altitudine, nei pressi della Malga Madriccio, sopra l'abitato di Solda in Alto Adige.
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