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Il veltroniano Tonini :«Io non ci sarò, protestare contro Silvio non basta»

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.Io in piazza non ci sarò». Nel gioco delle correnti, sempre in voga all'interno del Pd, il senatore Giorgio Tonini è quel che si definisce un «veltroniano». E come l'ex sindaco di Roma anche lui, pur «guardando con rispetto e simpatia l'iniziativa di piazza San Giovanni», non ci sarà. Cos'è, il solito vorrei ma non posso? «Il Pd è un grande partito di popolo e, come tale, è attraversato da fiumi di cittadini che si muovono autonomamente». L'impressione, però, è che domani si assisterà ad una replica di piazza Navona che lei definì, cito testualmente, «un aiuto al governo». «All'inizio poteva sembrare così. Anche piazza San Giovanni sembrava poter diventare qualcosa di simile a quella che io considero una tragica esperienza, una delle pagine meno edificanti di quel tipo di opposizione». E invece? «Invece si è chiarito che questa piazza non nasce dai partiti, ma dai cittadini. Per questo ha ragione Veltroni quando dice che va guardata con simpatia perché mette in moto energie vere. Ma sono d'accordo anche con Bersani quando dice che va rispettata nella sua autonomia. Cioè è sbagliato se qualche partito pensa di metterci il cappello sopra». Allora perché non ci va? «Ho un impegno di partito nella mia città». Ma se fosse stato libero ci sarebbe andato? «Non mi sono posto il problema. Anche se è indubbio che mi trovo meglio nelle piazze di proposta che di protesta». Quindi hanno ragione quelli che dicono che è sbagliato cavalcare l'antiberlusconismo? «Per noi dire no a Berlusconi è piuttosto scontato visto che siamo all'opposizione. Ma non basta esprimere l'indignazione. Il Pd deve parlare a questo popolo per proporre e promuovere contenuti di iniziativa politica. Ben sapendo che per battere Berlusconi dobbiamo conquistare alla nostra causa una parte di chi lo ha votato. Quella di domani è una piattaforma limitata, non basta protestare». Ma in questo modo non vi esponete agli attacchi di Di Pietro che vi accusa di non essere né carne, né pesce? «Io sono uno di quelli che non ha mai avuto il complesso di Di Pietro. Nel senso che noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada senza curarsi più di tanto di chi si fa notare ricorrendo alle provocazioni e, talvolta, agli insulti. Anche perché la cosa gli si sta rivoltando contro. Mercoledì il Senato ha votato il rifinanziamento delle missioni all'estero e, per la prima volta, l'Idv si è espresso contro. Sentono che il solo antiberlusconismo non basta e cercano voti nell'area della sinistra radicale. Ma chi in passato si è allontanato dal Pd non ha avuto grande fortuna. Chi si pone fuori da una proposta di governo è condannato all'irrilevanza politica». Quindi non teme che domani piazza San Giovanni si trasformi in una piazza anti-Pd? «Non credo sia questa la piattaforma. Forse qualcuno sta tentando di strumentalizzarla in questa direzione. Ma più le manifestazioni sono grandi e più sono civili e democratiche».

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