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«Sono inchieste serie Giù le mani dai giudici»

LanfrancoPalazzolo «Le parole di Nichi Vendola non mi sono piaciute». Luigi De Magistris non va per il sottile. All'eurodeputato dell'Italia dei valori, magistrato in aspettativa, non piace affatto ciò che sta accadendo in Puglia. E lo dice. Onorevole va bene i dubbi ma, forse, parlare di «teorema giudiziario» è un po' troppo. Non le pare? «Credo che in Puglia sia esplosa - come è già accaduto in tante altre Regioni governate dal centrosinistra - un'enorme questione morale. Su questo non c'è dubbio. La Puglia segue quello che è già avvenuto in Calabria e in Basilicata ai tempi in cui mi occupavo delle inchieste che riguardavano quella realtà. Sono vicende che ho conosciuto direttamente. Anche in Campania si sono verificati dei fatti che hanno riguardato la giunta regionale e in particolare Antonio Bassolino. In tutto questo non dobbiamo dimenticare nemmeno la vicenda che ha toccato il governatore della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco. Non mi piace ascoltare discorsi di un ex magistrato come quelli del sindaco di Bari Michele Emiliano che lanciano opacità sul lavoro della magistratura. Io farei lavorare la magistratura senza interferenze». Quindi non si tratta di teoremi? «Credo che si tratti di inchieste molto serie. Lo erano quando si trattava delle escort che attenevano al Presidente del Consiglio. E mi sembrano altrettanto serie adesso alla luce dell'acquisizione degli elementi di indagine nei confronti del centrosinistra. Non mi sono piaciute le dichiarazioni che ho letto sui giornali. Mi riferisco alle parole del Presidente della giunta pugliese Nichi Vendola che ha criticato i magistrati». Il Pd sta tentando di occultare la questione morale o cerca di utilizzarla per vincere lo scontro politico interno in vista delle primarie? «Vedo che all'interno del Pd, soprattutto tra i parlamentari che non hanno un ruolo di primo piano, c'è una grande sensibilità per la questione morale. Non c'è dubbio che la nomenclatura del Pd tende a nasconderla. E fa un grave errore. Noi crediamo che l'alternativa a Berlusconi si costruisca affrontando la questione morale e anche la questione culturale». Cosa pensa della vicenda di Alberto Tedesco? «Mi inquieta molto. In campagna elettorale avevo detto che avevo trovato in Puglia un quadro molto fosco sulla Sanità e i rifiuti». L'Idv è fuori da tutto questo? Ci sono stati casi che hanno messo in imbarazzo il suo partito come la vicenda del figlio di Antonio Di Pietro e i suoi rapporti con Mario Mautone. Inoltre, un vostro parlamentare, mi riferisco a Americo Porfidia, è indagato per mafia. «Non confondiamo la lana con la seta. La vicenda del figlio di Di Pietro non c'entra nulla con quello che sta accadendo in Puglia. Ritengo che la questione morale non appartenga ad un partito. I casi che colpiscono l'Idv devono essere affrontati. Non è un caso che Di Pietro abbia dato un segnale di rinnovamento nel partito. Queste vicende non hanno nulla a che vedere con la Puglia». Crede che il Pd sconti l'eredità del Pds-Ds che è rimasto fuori da Tangentopoli? «Gli esponenti del Pds sono stati coinvolti in Tangentopoli. E non si può dire che la sinistra sia rimasta esclusa dalle vicende di corruttela nel nostro Paese, anche se in modo diverso dal Psi e dalla Dc. Il problema è che in questi anni la sinistra è crollata sulla questione morale in questi anni andando dietro al modello berlusconiano e dietro l'affarismo».

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