Di Pietro: «Scusa a nome dell'Italia»
Lastampa italiana è il cane a guinzaglio dei politici: abbaia a comando mentre i direttori di testata gareggiano per chi riesce a compiacere meglio il proprio padrone. Si vergognino». Con queste parole Antonio Di Pietro introduce la lettera al The Guardian. E poi continua: «Gli italiani, cara redazione, non riescono a scrollarsi di dosso un corruttore alla Presidenza del Consiglio poichè sono vittime di un enorme conflitto di interessi che, utilizzando soldi di Stato, ha portato in stallo l'informazione e la democrazia del Paese, addormentando le coscienze dei cittadini» e per questo ha concluso: «Mi scuso, a nome dell'Italia, con il The Guardian per la reazione di Berlusconi».
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