La escort: "Non sono stata manovrata da nessuno"
«In un'intervista rilasciata oggi a un settimanale il presidente del Consiglio sostiene, riferendosi a me, che "c'è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora". Smentisco che ciò sia accaduto». Parola di Patrizia D'Addario, la donna barese che - secondo i verbali trapelati - dice di essere stata pagata dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini per passare la notte con lui. In una dichiarazione scritta da lei stessa e diffusa dal suo legale, a proposito delle affermazioni del premier rilasciate al settimanale "Chi" la D'Addario smentisce il presidente del Consiglio, invitandolo «qualora sia in possesso della minima prova a sostegno della sua affermazione, a volerla trasmettere all'Autorità giudiziaria. Se così non fosse - conclude - vorrei pregarlo di astenersi da simili affermazioni». «Sono amica di Patrizia da dieci anni e penso che lei non sia capace di fare questo da sola, qualcuno l'ha indirizzata in modo sbagliato». Ne è convinta Manila Gorio, show girl, trans e amica di Patrizia D'Addario. In una intervista Manila si chiede come mai la sua amica non abbia pensato prima a fare ciò che ha fatto. «Le cose non mi tornano - dice - qualcuno l'ha indirizzata e le ha detto cosa doveva fare perché così stratega la mia amica non lo è». Ma non finisce qui. «Che poi si sia trovata questa situazione e l'appetito vien mangiando, il mondo dello spettacolo fa gola a tutti e davanti ad una telecamera, ad uno scandalo, ai soldi, si viene fuori.... Però - ammette - molti tasselli mancano anche a me essendo una sua amica. Alcune cose lei le teneva per sè». «Io posso fare tante supposizioni ma una cosa è certa - conclude - qualcuno l'ha indirizzata in modo sbagliato e spero che venga fuori da questa inchiesta». Intanto ieri è stata anche la giornata delle audizioni sulla sicurezza del presidente del Consiglio. I direttori di Aisi ed Aise (i servizi segreti per la sicurezza interna ed esterna), Giorgio Piccirillo e Bruno Branciforte, hanno risposto al Copasir (Comitato parlamentare di sicurezza della Repubblica). Esito: nessuna falla nell'apparato di protezione del presidente del Consiglio: in particolare, la sua residenza di Villa Certosa, in Sardegna, «è protetta secondo il massimo livello di sicurezza possibile rispetto alla sua vasta localizzazione».
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