Gli operai si riuniscono in protesta
Cosìla domanda che sindacati e dipendenti si pongono è come farà l'azienda ad assicurare gli stessi volumi occupazionali (fabbrica e indotto superano i 2.200 addetti) installando a Termini Imerese un'altra attività produttiva. E per cercare una risposta lunedì mattina gli operai della Fiat e delle fabbriche dell'indotto (tre le principali: Bn Sud, Lear ed Ergom, che occupano oltre 400 persone) terranno assemblee. Il primo turno si riunirà dalle 6.30 alle 7.30; il secondo dalle 15 alle 16. E il giorno dopo, martedì, è già fissato un incontro a Palermo tra i sindacati regionali dei metalmeccanici e il governatore Raffaele Lombardo. I sindacati intanto sono fermi sulle loro posizioni: «Non intendiamo mediare sulla base di questo piano - dice Roberto Mastrosimone, della Fiom -. Il settore auto non può essere dismesso perchè Termini Imerese ha dimostrato di saperci fare, ha avuto successo. Senza dimenticare che la Fiat ha costruito questa fabbrica con i soldi pubblici. La nostra lotta sarà durissima».
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