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Da Nord a Sud, da Est a Ovest il centrodestra vince le elezioni amministrative

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Enon vince solo dove era ipotizzabile una riconferma delle amministrazioni uscenti, ma anche in quelli che sono sempre stati ritenuti feudi rossi. Il voto quindi per il rinnovo dei 4.281 comuni e delle 62 province stravolge il panorama politico italiano: in quindici province il testimone passa di mano, dal centrosinistra al centrodestra, mentre non si registrano ribaltoni in senso inverso. Così se gli elettori delle province di Bergamo, Brescia, Cuneo, Isernia, Latina, Padova, Sondrio e Verona hanno confermato il colore dell'amministrazione uscente, ad Avellino, Bari, Biella, Chieti, Cremona, Lecco, Lodi, Macerata, Napoli, Novara, Pescara, Piacenza, Salerno, Teramo e Verbano-Cusio-Ossola il centrosinistra ha subito una sonante bocciatura. Poi ci sono i casi di Barletta-Andria-Trani in Puglia e Monza-Brianza in Lombardia. Queste due provincie, entrambe di nuova costituzione, hanno eletto per la prima volta il loro presidente che, anche in questo caso, è di centrodestra, nonostante i territori fossero storicamente più vicini al centrosinistra. Rimangono invece salde in mano del partito di Franceschini e dei suoi alleati le province di Bologna, Firenze, Forlì-Cesena, Livorno, Modena, Matera, Perugia, Pesaro Urbino, Pisa, Pistoia, Potenza, Reggio nell'Emilia, Siena e Terni. Nelle altre 22 si dovrà aspettare il 21 giugno quando gli elettori saranno chiamati a votare per il turno di ballottaggio e la partita si annuncia un vero e proprio testa a testa. Infatti in ben 11 province è in vantaggio la coalizione di centrodestra e nelle altre 11 il centrosinistra. Le sfide più attese sono quella per la provincia di Milano dove Guido Podestà (Pdl) si è attestato al 48,82% dei consensi contro il 38,79% di quelli attribuiti a Filippo Penati (Pd). Altra sfida importante si sta giocando a Torino tra Antonino Saitta (Pd-Idv) fermo al 44,33% dei voti e Claudia Porchietto (Pdl-Lega) 41,50%. Per quanto riguarda il voto nei comuni, delle 30 città capoluogo che hanno chiamato alle urne i propri elettori, ben nove se le è già aggiudicate il centrodestra e cinque il centrosinistra. Ma anche in questo caso lo "scippo" è stato unilaterale, infatti dei nove comuni conquistati dalla coalizione vicina al governo del Paese ben sei sono stati sottratti al centrosinistra. Così mentre Imperia, Teramo e Vercelli hanno visto riconfermare la coalizione di governo, a Bergamo, Biella, Campobasso, Pavia, Pescara e Verbania si è assistito al cambio della guardia. La sinistra invece ha mantenuto la maggioranza dei consensi nei comuni di Livorno, Modena, Perugia, Pesaro-Urbino e Reggio nell'Emilia. La partita ora si sposta nei comuni dove nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza dei voti. Infatti gli elettori di 15 comuni dovranno recarsi alle urne anche il 21 giugno per il turno di ballottaggio. Il testa a testa si giocherà ad Ascoli Piceno, Avellino, Brindisi, Cremona, Foggia e Forlì-Cesena dove le liste di centrodestra sono in vantaggio e ad Ancona, Bologna, Ferrara, Firenze, Padova, Potenza, Prato e Terni dove invece i partiti di centrosinistra hanno chiuso il primo turno di voto amministrativo in vantaggio. Il quindicesimo comune per il quale non c'è ancora un dato definitivo è quello di Bari. Infatti lo scrutinio nelle ultime tre sezioni verrà completato dall'ufficio centrale elettorale del Tribunale. Comunque, nonostante il centrosinistra, cappeggiato da Michele Emiliano, sia in vantaggio al 49,01% delle preferenze, sembra inevitabile il turno di ballottaggio con lo sfidante del Pdl, Simeone Di Cagno Abbrescia, fermo al 46,05% dei consensi. Le sfide più importanti rimarranno comunque quelle per il comune di Bologna e per quello di Firenze. Nel capoluogo emiliano per un soffio Flavio Delbono (Pd) non ha superato la soglia del 50% fermandosi al 49,4% dei consensi mentre il suo avversario Alfredo Cazzola (Pdl) si è fermato al 29,1%. Un ruolo determinante lo avrà Giorgio Guazzaloca che con la sua lista civica (12,68%) ha già deciso di appoggiare Cazzola. Nella città toscana invece la battaglia è tra l'ex presidente della provincia di Firenze, Matteo Renzi (Pd) fermatosi al 47,57% dei consensi e l'ex portiere della Nazionale Giovanni Galli (Pdl) al 32%. Anche in questo caso fondamentale sarà l'apparentamento con Spini Valdo (8,35%) che, essendo a capo di una lista di sinistra, sembra più vicino ad un eventuale apparentamento con Renzi.

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