Villari: «Me ne vado?
Non credo sia l'ora»
Un collega gli si avvicina e lo spunzecchia: «Allora te ne vai?» e lui, da degno alunno della scuola democristiana, risponde: «Beh, adesso vediamo come si mettono le cose. Io intanto sto lì e aspetto domani (oggi per chi legge, ndr) quando ci sarà il verdetto della Giunta del regolamento». Stupiti? Macchè. Come si può pensare che uno, sopravvissuto alle minacce del proprio partito e che ha preferito farsi defenestrare piuttosto che mollare la poltrona, si faccia intimorire da delle semplici richieste di dimissioni?
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