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Tremonti: "Ora serve spendere velocemente e bene"

Il ministro Giulio Tremonti

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È un intervento che non fa sconti quello del ministro dell'Economia Giulio Tremonti a «Neve Azzurra», evento di inaugurazione dell'anno politico del Pdl a Roccaraso, in Abruzzo. Il titolare di via xx settembre arriva nella località abruzzese nel pomeriggio e parla a lungo del piano economico messo a punto dal presidente eletto degli Stati Uniti, Barak Obama, avanzando non pochi dubbi: «Col cuore speriamo che vada tutto nel senso di ciò che vuole Obama, con la testa pensiamo che tutti questi interventi possono non bastare. Gli Stati Uniti hanno già ridotto le tasse con Bush e non è servito a niente, devono fare scelte più semplici e decidere cosa salvare». Al contrario, «se il piano americano funziona, avrà effetti positivi su tutto il mondo». Per quanto riguarda l'Italia, Tremonti sottolinea che «è stato fatto tutto il possibile. Sono convinto, e ho apprezzato le parole di Napolitano, che usciremo migliori rispetto a prima dalla crisi economica e come Italia ne usciremo meglio: ci sarà un ritorno ai valori, saranno più valorizzati il lavoro, l'industria e il risparmio». Nessuna previsione sull'immediato. «Il 2009 è l'anno che viene dopo il 2008, e io non mi occupo di astrologia». Per arginare la crisi economica «in Italia abbiamo fatto tutto il possibile, compatibilmente con i nostri conti e con la Ue. Ora il nostro problema è solo spendere i soldi», ribadisce Tremonti. I fondi «sono già in bilancio, la nostra manovra espansiva è di 112 miliardi. Il problema è spenderli velocemente e bene, finora non è stato cosi. Il problema è fare spesa pubblica, bene e in modo efficace». Invece ora «le opere pubbliche si bloccano». Ma nel Dl anticrisi «c'è la soluzione: se l'opera ritarda, il commissario assume pieni poteri, e se uno fa ricorso non blocca il cantiere ma va per i danni». Tremonti è convinto che il sistema italiano abbia dei punti di forza rispetto agli altri Paesi europei per il minor indebitamento delle famiglie, per il sistema industriale ("Non è vero quello per cui ci hanno rotto le palle per anni, il declino...") e per quello bancario. Certo, «abbiamo un grande debito pubblico, ma gli altri hanno un enorme debito privato. E quando sposti il debito privato sul debito pubblico per salvarlo, tutto inizia a tornare. Il dato consolidato italiano è molto migliore di altri Paesi». In ogni caso «noi non vogliamo fare errori sul debito pubblico, sappiamo che non possiamo permetterci di aumentarlo. Le manovre espansive le hanno fatte i nostri padri, e ci hanno lasciato il terzo debito pubblico del mondo. Meglio essere prudenti». C'è spazio anche per qualche battuta verso l'opposizione. «In Parlamento stiamo lavorando tutti insieme», spiega Tremonti negando uno scontro in atto con l'opposizione sul piano anticrisi. «In Parlamento è in atto una buona collaborazione, abbiamo recepito anche qualche suggerimento da parte dell'opposizione, una cosa per esempio sulle banche». Il responsabile di via xx settembre spiega inoltre che «si andrà avanti con il confronto. Questo - aggiunge - non è un Paese in cui c'è bisogno dello scontro». E aggiunge: «La prossima volta che incontro Bersani, mi porto il registratore, anche se non è molto simpatico...».  

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