Bocciata la proposta di Tenaglia
«Così come è ora la situazione degli uffici giudiziari italiani sotto il profilo degli organici, è un'ipotesi non praticabile» dice senza mezzi termini il leader del sindacato delle toghe Luca Palamara. E spiega: «prevedere un collegio di tre giudici per le misure cautelari porterebbe, per il sistema delle incompatibilità, alla paralisi dell'attività dei piccoli tribunali»; con il risultato che i giudici di quegli uffici finirebbero con l'esprimersi solo sulle misure cautelare «ma non sui giudizi di merito». Un problema non di poco conto, considerato che - secondo le stime del sindacato delle toghe - i piccoli tribunali sono un centinaio circa dei 166 complessivi uffici giudiziari italiani, e 67 hanno organici inferiori alle venti unità. Per questo «prima di pensare a un organo collegiale - sostiene il presidente dell'Anm - vanno affrontate altre questioni, a cominciare da quella degli organici». Critica sulla proposta Tenaglia anche l'Unione delle Camere penali. «Perché si sente oggi la necessità di trasferire a un organo collegiale una decisione sinora rimessa a un giudice singolo? Perché si avverte che c'è un forte allineamento del gip sulle richieste del pm, come è accaduto ad esempio nella vicenda di Pescara. Ma non è affatto detto - afferma il suo presidente Oreste Dominioni - che le cose andrebbero diversamente con un organo collegiale. Perchè il difetto è nel manico».
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