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Rai troppo Faziosa. Il Pdl: da Fabio solo politici di sinistra

Fabio Fazio

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Il capogruppo Pdl in Commissione di Vigilanza Rai, Alessio Butti, denuncia, non solo una gestione faziosa del terzo canale della televisione di Stato, ma anche una generale situazione d'empasse dell'azienda con sede in via Mazzini. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio la puntata di domenica scorsa di «Che tempo che fa», il programma di Fabio Fazio in onda su Raitre appunto. Una trasmissione nata nel 2003 e pensata per diffondere le informazioni meteorologiche, ma che, dato il flop in termini di audience, muta diventando un programma di approfondimento articolato sul susseguirsi di interviste a personaggi dello spettacolo e della politica. Proprio l'ingresso dei politici all'interno di un programma che doveva essere di intrattenimento suscita l'indignazione degli esponenti della maggioranza. «Che Fazio sia fazioso non ci sorprende, nomen omen verrebbe da dire - sostiene il vicepresidente dei senatori del Pdl Francesco Casoli - ma quello che ancora ci stupisce è come possa disattendere le decisioni del direttore generale della Rai, Claudio Cappon, senza pagarne alcuna conseguenza». E continua: «Fazio se ne infischia di Cappon e continua ad invitare i politici, solo quelli di sinistra naturalemente». Infatti osservando tra le presenze al programma emerge chiaramente la linea politica che la trasmissione vuole dare. E così a passarsi il testimone tra gli intervistati, in poco più di un anno, si trovano Fausto Bertinotti, Massimo D'Alema, Romano Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, Pier Ferdinando Casini e, unico peone di centro destra, Giulio Tremonti, invitato quando però era all'opposizione nel novembre del 2007. Fazio quindi, oltre a dimenticare ogni basilare regola sulla par condicio, domenica scorsa ha dato conferma della sua incapacità di mantenere la parola data davanti a 4 milioni di persone. Era il 19 ottobre scorso, in trasmissione c'era il leader del Pd, Walter Veltroni, e il conduttore promise che il prossimo politico che si sarebbe seduto sulla poltroncina bianca sarebbe stato il presidente della Camera Gianfranco Fini. Invece è arrivato Renato Soru, il governatore dimissionario della regione Sardegna. Proprio sul caso Fazio il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri chiama in causa il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Riccardo Villari, chiedendo di sapere «quali regole vigano in Rai. Il direttore generale ha deciso che i politici non vadano nei programmi di intrattenimento. Ma "Che tempo che fa", su Raitre, invita chi vuole». A rispondergli è il capogruppo Pd in Vigilanza Fabrizio Morri: «Il Pdl invoca il proprio presidente. Così non si fa nè il bene della televisione nè si dimostra alcun approccio liberale da parte di chi si chiama pomposamente Popolo della Libertà». Mentre l'ufficio stampa di Villari rende noto che, «in seguito alle numerose richieste di chiarimento giunte da esponenti politici riguardo la trasmissione "Che tempo che fa", domani si chiederanno al direttore di Raitre Paolo Ruffini i dati delle presenze televisive della stagione». Immediata la replica del direttore di Raitre: «Non c'è alcuna norma o disposizione interna che vieti a Che tempo che fa, cioè ad un talk show, di invitare politici. Trovo davvero eccentriche le dichiarazioni di autorevoli esponenti politici di centro destra che chiedono di intervenire su Fazio. Sarebbe del resto davvero inspiegabile (oltre che in contrasto con la nostra Costituzione) che un divieto simile esistesse in un Paese libero se non in maniera eccezionale e per un limitatissimo periodo di tempo durante le campagne elettorali generali».  

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