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Invece è tempo di scagliare Roma nel futuro, facendo scelte amministrative coraggiose e lungimiranti, capaci di rimetterla al passo delle capitali di mezzo mondo che oggi sono assai più dinamiche e ricettive. In questo senso il progetto del parcheggio al Pincio diventa relativamente importante (e quindi cancellabile, come ormai anche il sindaco dice) se esiste una valida alternativa, che deve essere proposta alla città in tempi e modi credibili. Il terzo elemento lo ritroviamo nella lettera del ministro Sandro Bondi, che giustamente critica un certo andazzo volgare ed unicamente piegato a ragioni commerciali che la gestione del centro storico ha preso con le amministrazioni di sinistra. Su questo punto è bene spendere parole forti: il centro di Roma è spesso impresentabile, sporco e mal tenuto come non vorremmo vederlo nemmeno per un minuto. Si aprono di continuo cantieri stradali che durano all'infinito. Si fanno opere che mai vengono completate nei dettagli, segno di incuria progettuale e gestionale. Si vive in una città museo che somiglia spesso ad un bazar, dove pizza al taglio e orrendi souvenir la fanno da padrone. Insomma ci vuole una svolta, che deve essere anche culturale e comportamentale. E devono farla innanzitutto i romani. Il nostro appello al sindaco Alemanno (ed al governo) è dunque semplice e chiaro. Serve un'idea ambiziosa di città, che va proposta entro la fine dell'anno per poi lavorarci per tutto il mandato (ed anche quello successivo). Ma deve essere una idea in positivo, con al centro la cultura del "fare". Con al centro il sistema delle imprese della città e le sue forze culturali, magari dando più retta ai giovani di quanto non si sia fatto in passato. Si butti via la polemica, si passi all'azione. Roberto Arditti

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