«È una norma coerente con la disciplina Ue»
In una nota, Confindustria aggiunge che «ritiene pienamente condivisibile la scelta del legislatore di differenziare la tutela a seconda della natura della violazione commessa». E sottolinea che «le tutele contro i casi di abuso del contratto a termine, ossia contro l'eccesso di reiterazioni sono rimaste immutate». Dunque, prosegue, «non c'è alcuna violazione della volontà delle parti che hanno sottoscritto il patto sul Welfare del luglio 2007».
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram