«È una norma coerente con la disciplina Ue»
In una nota, Confindustria aggiunge che «ritiene pienamente condivisibile la scelta del legislatore di differenziare la tutela a seconda della natura della violazione commessa». E sottolinea che «le tutele contro i casi di abuso del contratto a termine, ossia contro l'eccesso di reiterazioni sono rimaste immutate». Dunque, prosegue, «non c'è alcuna violazione della volontà delle parti che hanno sottoscritto il patto sul Welfare del luglio 2007».
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