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La cordata italiana scalda i motori nelle Marche

Alitalia

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L'appellodi Berlusconi rivolto agli imprenditori italiani sulla «fiches da mettere sul tavolo per salvare Alitalia» non è certo caduto nel vuoto. E attorno al tavolo, tra tè, caffè e pasticcini erano presenti il senatore Francesco Casoli, presidente di Elica (leader europeo nella cappe per cucine), Adolfo Guzzini (illuminazione) e i fratelli Fileni (alimentari). Una ventina di imprenditori marchigiani in tutto, che fin dal primo momento avevano garantito un sostegno finanziario al leader del Popolo della Libertà, hanno risposto presente e comunicato ufficialmente la loro disponibilità a mettere sul piatto dai 5 ai 20 milioni di euro a testa. Non poco per una cordata marchigiana destinata a fare da apripista per gli altri imprenditori volenterosi di non deludere le aspettative di Berlusconi. Senza contare che grandi manager del calibro di Benetton, Tronchetti Provera e Riello certamente non faranno mancare il loro apporto al momento opportuno. Proprio Tronchetti Provera, desideroso di salvaguardare gli interessi che gravitano intorno a Malpensa, potrebbe spingere l'amico marchigiano Diego Della Valle a seguirlo nella cordata Alitalia e mettere così alle spalle vecchie ruggini con Berlusconi, sfociate nel duro botta a risposta a Vicenza nel 2006. Per ora Della Valle resta alla finestra: nessuno lo ha ufficialmente cercato nè lui si è fatto avanti. Eppure la maggior parte degli imprenditori marchigiani che hanno sorseggiato il tè con Berlusconi operano proprio nel settore delle calzature: Pieralisi, Ercoli, Santoni e Paciotti. In fondo un motto berlusconiano recita che «per convincere qualcuno è indispensabile arruolare i suoi concorrenti». A tessere da Milano le fila di una partita tutta da giocare c'è il presidente di Sinergetica, Bruno Ermolli, il consulente che su incarico del Cavaliere ha in mano il dossier Alitalia. Ma ora il diktat è quello di lavorare sotto traccia, sondare il terreno, trovare capitali freschi, analizzare con attenzione i conti della compagnia di bandiera e soprattutto attendere l'esito delle elezioni. Non è escluso che l'addio di Air France-Klm sia solo un arrivederci. Terminato il periodo della trattativa in esclusiva si riaprono tutti i giochi. I tedeschi di Lufthansa, i russi di Aeroflot ma soprattutto l'italiana AirOne sono pronti a verificare la possibilità di scendere nuovamente in campo per mettere le mani su Alitalia. Resta da capire quale ruolo potrà avere la cordata italiana che parte dalle marche ma che potrà trovare alleati in altri imprenditori italiani desiderosi di mettersi in mostra davanti al probabile presidente del Consiglio. Berlusconi ha intenzione di tutelare e rilanciare il made in Italy e la vicenda Alitalia è stata l'occasione per raggiungere due obiettivi: impedire quella che poteva sembrare una svendita della compagnia ai francesi e fare appello all'imprenditorialità italiana. Se non altro il destino di Alitalia diventa finalmente una priorità.

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